homepage
rss
mappa del sito
chi siamo
eventi
links
selezione lingua
Lessico
Interculturale

Terrorismo

Termine scivoloso.

Continua a leggere

Cosmopolitismo

È la concezione filosofica e politica che estende le nozioni di cittadinanza e di patria al mondo intero e all’intera umanità, in opposizione al particolarismo delle nazioni e degli Stati nazionali.

Continua a leggere

Etnopsichiatria-Etnopsicologia

L’etnopsichiatria e l’etnopsicologia sperimentano strade da seguire per tenere conto delle differenze culturali all’interno dei saperi e delle pratiche disciplinari (occidentali) della psichiatria e della psicologia.

Continua a leggere

Abramo

Abramo è una figura plurale, come testimoniano i racconti biblici (Gen 12 – 25), la tradizione ebraica, il cristianesimo o l’islam.

Continua a leggere

Liberalismo

Il liberalismo ha un’origine rivoluzionaria e politica, legandosi al processo di ascesa della borghesia in età moderna.

Continua a leggere
Reset
Un mese di idee.
Direttore Giancarlo Bosetti
Associazione per il dialogo tra le culture
Interviste

India, Bollywood oltre Bollywood. Realtà e percezione di un cinema che cambia

Maria Grazia Falà, intervista con Mara Matta

Meno action movies e più commedie romantiche, una commistione tra cinema mainstream e cinema impegnato, una cinematografia che, pur con opere importanti come Haider, ancora stenta ad uscire dal circuito d’essais. Infine, cinematografie regionali sconosciute anche al pubblico indiano ma, in compenso, commedie bollywoodiane, anche satiriche, che fanno riflettere. Sono queste le tendenze della passata stagione cinematografica indiana che ha visto, oltre a grandi titoli premiati anche in Italia, pure una buona qualità media. Reset-DoC parla di questi temi con Mara Matta, docente di Letterature moderne del subcontinente indiano presso l’Istituto di Stuti Orientali (ISO) dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Libri

Il destino dei cristiani d’oriente dagli Ottomani all’Isis

Chiara Comito

Nel 2005 Frassinelli pubblicò un bel libro fotografico dal titolo Gerusalemme perduta, scritto da Paolo Rumiz con le fotografie di Monika Bulaj. Il giornalista (e viaggiatore) di Repubblica vi raccontava del suo viaggio dalle Alpi a Gerusalemme alla ricerca dei cristiani “d’Oriente”. Con sua grande sorpresa (condita con una certa ingenuità e superficialità, a volte di troppo), Rumiz scoprì che tra i Balcani e il Levante le voci del cristianesimo esistevano e sopravvivevano in perfetto sincretismo e comunione con quelle di ebrei, musulmani e uomini e donne di altre fedi.

Approfondimento

Attrarre il Nemico in casa propria. L’Isis e il fascino del messaggio apocalittico in occidente

Intervista con Domenico Tosini, di Emanuele Filograna

Dopo i tragici fatti del Parlamento Canadese, le false notizie circa la morte di Al Baghdadi, e l’ennesimo video della decapitazione di un occidentale da parte dell’Isis, abbiamo rivolto alcune domande a Domenico Tosini, Professore Aggregato di Sociologia all’Università di Trento, impegnato da più di un decennio nella ricerca sui temi del terrorismo, autore di numerosi articoli e di due monografie sull’argomento: Martiri che uccidono. Il terrorismo suicida nelle nuove guerre (Mulino) e Terrorismo e antiterrorismo nel XXI secolo (Laterza).

63° Trento Film Festival

“Destinazione India”, e Bollywood sbarca in Trentino

Maria Grazia Falà

È l’India la protagonista del 63° Trento Film Festival, (dal 30 aprile al 10 maggio) dedicato alla montagna fin dalla sua nascita, ma aperto ora anche a temi legati ad essa, quali l’ambiente e i popoli che con la montagna convivono. Con la sezione “Destinazione India”, è in corso (dal 2 maggio al 9) una rassegna su questo paese con mostre fotografiche, dibattiti e appuntamenti letterari. Sarà poi proiettato un film cult, che con la montagna ha un legame particolare in quanto girato in Kashmir e che ha vinto il premio del pubblico al nono Festival di Roma. Si tratta di Haider, libero riadattamento bollywoodiano dell’Amleto di Shakespeare ad opera del regista Vishal Bhardvaj, che ha visto la vicenda sulla chiave degli scontri indipendentisti del Kashmir del 1995 e dei conflitti indo – pakistani relativi a quella regione.

Analisi

Gülen, il ‘nuovo’ problema di Erdogan. Dove nasce la lotta che divide la Turchia

Tigrane Yegavian

L’ascesa della confraternita di Fethullah Gülen dagli anni Novanta in poi ha trasformato profondamente la Turchia. Questo movimento ‘spirituale’ ha creato un vasto impero mediatico e finanziario, rafforzato da un’imponente rete di scuole, di università e di centri in tutto il paese, ma anche nel resto del mondo. Piazzati a tutti i livelli della vita politica e sociale, i suoi membri sono in grado di pesare in modo decisivo sulle scelte del governo turco, ma tutto questo potere ormai non è più compatibile con le ambizioni del suo alleato di ieri, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan.

Cinema e media

India, da Bollywood ai social network, ecco chi racconta (e cambia) il mondo delle caste

Incontro con Marco Restelli, di Maria Grazia Falà

Non una, ma più globalizzazioni a macchia di leopardo. Il sistema castale indiano messo in forse dalla generazione 2.0, con le conseguenze che questo comporta nei rapporti intergenerazionali e di genere. Di questo e altro si è parlato nel corso di un incontro tenutosi a Firenze il 7 dicembre scorso da Marco Restelli, giornalista e docente di cultura indiana presso l’Università “Statale” di Milano, e da Troy Nachtigall, esperto di social media e professore allo IED di Firenze, nell’ambito del Florence Indian Film Festival, una sei giorni (6 – 12 dicembre) dedicata al cinema indiano. 

EN Democrazia in Europa

Lezione dalla Scozia: nel mondo plurale
lo stato nazione diventi più inclusivo

Gaetano Pentassuglia, Università di Liverpool

Gli abitanti della Scozia si sono recati alle urne il 18 settembre per decidere se la Scozia dovesse o meno recidere il proprio legame con il Regno Unito e diventare uno Stato indipendente. Il fronte del “no” ha ottenuto una netta maggioranza del 55% mentre la campagna a favore del “sì” è riuscita ciononostante ad aggiudicarsi più di 1.600.000 preferenze da parte di coloro che hanno esercitato il proprio diritto di voto. L’Unione con l’Inghilterra risalente al 1707 resta quindi integra, così come di fatto rimane invariato il ruolo ricoperto dalla Scozia all’interno del Regno Unito. Per il prossimo futuro non si prevede nessun altro nuovo referendum in materia di indipendenza. Tuttavia, questo “no” difficilmente può essere interpretato come un voto a favore del mantenimento dello status quo.

EN Voci d'autore

L’India, le sue donne e il cinema.
Parla la regista Aparna Sen

Intervista di Maria Gazia Falà

Un’attenzione sempre costante verso il mondo femminile, verso situazioni sociali e politiche indiane che solo oggi stanno lentamente cambiando. La violenza, lo stupro, o le minacce contro le donne ancora presenti, solo che oggi – qualche volta – si ha il coraggio di denunciare, anche se con tutti i rischi e pericoli che questo comporta. Sono queste le parole con cui si esprime Aparna Sen, regista bengalese, classe 1945, che ha sempre avuto un occhio privilegiato verso il sociale e soprattutto verso il mondo femminile.

Medio Oriente

Sinai: No man’s land

Giuseppe Acconcia

Al Arish - Il Sinai non è solo la principale meta turistica per gli stranieri che trascorrono, sempre meno numerosi, le loro vacanze sulle spiagge del Mar Rosso. In seguito alla deposizione dell’ex presidente Mohammed Morsi il 3 luglio 2013, questa penisola è in guerra. A pochi chilometri dal centro urbano di al Arish fervono i lavori per la costruzione della cinta muraria che tra pochi mesi circonderà la principale città del Nord del Sinai e correrà fino all’aeroporto internazionale. Per permettere i lavori vengono continuamente bruciati ettari di olivi e peschi di cui è ricca questa regione di frontiera.

Elezioni in Egitto 2014

La lunga marcia anti-Sisi. Parla Hamdeen Sabahi

Resetdoc

Dal 26 al 28 maggio l’Egitto ha votato per eleggere il successore di Mohamed Morsi, il presidente dei Fratelli musulmani eletto nel 2012 e deposto dai militari nel luglio 2013. I candidati sono solo due: l’ormai noto generalissimo Abdel Fattah Al Sisi e Hamdeen Sabahi, leader della progressista Corrente Popolare, attivista ‘nasseriano’ e già oppositore di Sadat e Mubarak che lo fecero incarcerare ben 17 volte. Nel 2012, con il 21,5 percento dei voti, Sabahi arrivò terzo dopo Morsi e Ahmed Shafiq. Se dopo quelle elezioni  non esitò a criticare la deriva autoritaria di Morsi, che definì “un nuovo Mubarak”, la sua disapprovazione non ha mai risparmiato i soprusi del governo di transizione voluto dai militari. Oggi, con lo slogan “uno di noi” e una campagna elettorale ‘di sinistra’, appoggiata da figure di spicco del mondo della cultura come Alaa Al Aswany e Khaled Youssef, il laico e ‘socialista’ Sabahi mira a ottenere il favore delle classi popolari e dei giovani rivoluzionari, anche se sono in pochi a credere che il suo ‘appeal’ liberale abbia la benché minima possibilità di scalzare la macchina elettorale del feldmaresciallo Al Sisi. Lui, però, non molla. Il perché ce lo spiega in una intervista di Azzurra Meringolo per Resetdoc.

La lunga marcia anti-Sisi.Parla Hamdeen Sabahi

Intervista di Azzurra Meringolo

Elezioni in Egitto: Al Sisi vittoria sicura, ma poi?
Azzurra Meringolo

Manifestazioni in Turchia

Taksim contro Erdoğan, che fine ha fatto il “modello turco”?

Nicola Missaglia

Le manifestazioni antigovernative di piazza Taksim e Gezi Park, rapidamente propagatesi a tutte le principali città della Turchia, hanno colto di sorpresa molti tra gli entusiasti del cosiddetto “modello turco” che, nel corso dell’ultimo decennio, ha preso corpo all’interno del dibattito internazionale sulla Turchia di Tayyip Erdoğan: una sintesi tra islam e democrazia, conservatorismo “moderato” e liberismo economico, populismo religioso e grande efficacia politico-esecutiva, e non solo negli affari interni. In poche parole, una “democrazia islamica” che, solidamente guidata dal partito Giustizia e Sviluppo (Akp), nel complesso sembrava funzionare piuttosto bene (almeno fino ad ora), soprattutto a giudicare dagli eccellenti risultati conseguiti dall’economia turca in questi anni.

Storia e presente

Srebrenica, le elezioni municipali e lo spettro del passato che non passa

Matteo Tacconi

Mai come negli ultimi mesi Srebrenica è tornata alla ribalta nei media. In questo piccolo villaggio della Bosnia orientale, teatro dell’unico genocidio del secondo novecento europeo, si è tenuta il 7 ottobre quella che probabilmente è stata la contesa elettorale più carica di significato della storia post-bellica del paese. Si è votato per il sindaco, con la concreta possibilità, numero dei votanti e rispettive etnie alla mano, che a conquistare il municipio fossero i serbi con la loro candidata Vesna Kosevic. Sarebbe stata una prima assoluta. L’assalto è tuttavia fallito. Camil Durakovic, il candidato dei bosgnacchi (musulmani bosniaci), è riuscito a batterla, incassando 4323 voti, il 46,36% delle preferenze totali.

Reportage

Gli afghani in Iran: rifugiati senza diritti di cittadinanza

Giuseppe Acconcia

Al secondo piano di una palazzina, a due passi da piazza Vanak, nel nord di Teheran, vive un’intera famiglia di afghani. Massoud si è trasferito in Iran dopo lo scoppio della guerra nel 2001. Cinque anni fa lo ha raggiunto la moglie e i suoi quattro bambini. Si occupano delle pulizie della grande casa che appartiene a Mahnaz, pittrice, ex attivista socialista, costretta a rinnegare le sue radici dopo la rivoluzione del 1979. Massoud è il badante di Rasol, l’anziano padre della proprietaria. In Afghanistan si era laureato in medicina e aveva iniziato a lavorare per un ambulatorio in un ospedale pubblico di Kabul quando sono arrivati i primi bombardamenti degli Stati Uniti contro i Taliban. Decise così di lasciare il Paese per ripararsi nel ricco Iran.

Libri - «Io noi le altre», di Enisa Bukvic, Infinito edizioni

Dalla Bosnia all’Italia, il cambiamento nelle mani delle donne

Sabrina Bergamini

«Scrivo per superare i miei traumi. Cancellare le cicatrici emotive e rafforzare la fiducia in noi stessi significa amarci di più e amare di più gli altri». Le forza delle donne che vengono dalla ex Jugoslavia, portandosi dentro ferite immense perché hanno perso figli e familiari, sono scappate dalla guerra e dalla guerra sono state investite, hanno vissuto la diaspora o ci si sono ritrovate nel mezzo senza avere notizie dei propri cari, questa forza sta nella loro capacità di rialzarsi, anche se a fatica, di rimettersi in gioco spesso da sole, di fare del loro dolore e dei traumi che le feriscono una spinta in più per andare avanti e allo stesso tempo aiutare chi si trova nella stessa condizione, animando iniziative culturali che diano un senso di identità a persone spaesate. Enisa Bukvić racconta la sua storia, e la storia delle donne che ha incontrato nella sua vita, in “Io noi le altre. Donne portatrici di cambiamento tra Bosnia Erzegovina, Istria e Italia” (Infinito edizioni 2012).

Democrazia e società multiculturale

Donne, religioni e cittadinanza. A Roma un convegno per l’Italia del pluralismo

Sara Colantonio

Una giusta formazione dell'individuo passa inevitabilmente dalla sua educazione scolastica, ma anche da quella ricevuta in famiglia. E una valida formazione della collettività e dei rappresentanti delle istituzioni porta a un miglioramento sociale poiché da la possibilità di prendere in profonda considerazione i diversi aspetti che può assumere una nuova realtà multiculturale. Questo il tema centrale del convegno “Donne e Religioni Monoteiste” svoltosi a Roma a maggio.

« Precedente | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | Successiva »
Newsletter

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter


Questo sito utilizza i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione, in particolare vengono utilizzati cookies tecnici per consentire la normale navigazione e fruizione del sito stesso e dei suoi servizi; cookies di terze parti per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti del nostro sito e su come questi visitano lo stesso e cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in rete.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o solo ad alcuni cookies clicca qui.
Se nascondi questo banner o accedi a un qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso dei cookies.