Caos turco
La Corte Costituzionale turca ha bocciato la legge che permetteva di indossare il velo islamico nelle università. Per la sociologa Nilüfer Göle, ospite degli Istanbul Seminars di Resetdoc, si tratta di un tentativo di “confisca della democrazia e del dibattito pubblico in nome del legalismo”. Ora gli stessi giudici potrebbero decidere di mettere fuori legge il partito islamico moderato, l’Akp, insieme ai suoi principali leader (tra cui il premier Erdogan e il presidente della Repubblica Gül). La presunta colpa: attentato alla laicità. La democrazia turca è in pericolo? L’Europa e il mondo arabo osservano. E qualcuno, forse, tifa per il caos.
ISLAM ITALIANO
“La Federazione serve a fare chiarezza, non è una ‘casta dei moderati’”
“Qualsiasi tentativo di promuovere una rappresentanza unitaria ed omnicomprensiva delle comunità musulmane è destinato all’insuccesso, a causa dell’incompatibilità tra alcune delle sue componenti. Per questo In Italia stiamo promuovendo una federazione tra tutte le realtà islamiche che accettano il pluralismo, e condividono, senza se e senza ma, i principi enunciati nella ‘Carta dei Valori’ approvata dal Ministero dell’Interno”. L’ex ambasciatore Mario Scialoja, membro della Consulta islamica italiana, spiega così le ragioni della nascita della Federazione dell’Islam italiano, di cui è uno dei fondatori. Lo fa rispondendo alle domande di Khalid Chaouki, anch’egli membro della Consulta, che su Resetdoc.org ha espresso il timore che la fondazione si riveli una “casta dei moderati”.
LIBRI
“Versetti dolorosi”, quando i testi sacri incitano alla guerra
“Nella Torah, nei Vangeli e nel Corano ci sono versi che inneggiano all'odio verso l'infedele. E' sbagliato continuare ad ignorarlo”, scrive il rabbino David Mayer: “E’ necessario oggi fare auto-critica e ritrovare il vero messaggio di fede attraverso una contestualizzazione delle Sacre Scritture e la loro corretta interpretazione”. Les Versets douloureux, scritto a sei mani da un rabbino, un imam ed un prete cattolico, è la prima opera di raccolta di quei passi “dolorosi” dei Testi Sacri in cui la parola di Dio diviene incitamento all'odio ed alla guerra verso i fedeli di diverso credo.
ELEZIONI AMERICANE
Come sarà il mondo se vince Obama
Obama va alla Casa Bianca, e cosa succede? I suoi consiglieri definiscono “internazionalismo liberale” quella che auspicano sarà la sua politica estera. Ma che cosa significa? La fine dell' unilateralismo di Bush, una nuova posizione sul riscaldamento globale, forse qualche segno di disponibilità ad aderire alla Corte penale internazionale, un diverso approccio al Wto, una più forte assunzione della "responsabilità di proteggere" in luoghi come il Darfur o Myanmar, un chiaro riconoscimento che la "guerra" al terrorismo è in massima parte lavoro di polizia e lavoro politico, un ritiro (forse) dall’Iraq, più truppe in Afghanistan, un' iniziativa diplomatica in Medio Oriente. Ma una nuova politica estera americana potrebbe non fare granché la differenza nel mondo.
POLITICA E RELIGIONE
Se l’Islam sceglie la democrazia
E’ assurdo ritenere che l' Islam non possa accogliere la democrazia o che la democrazia non ci concili con l' Islam. Di per sé non è l' Islam ma la religione tout court a collocarsi in una situazione di tensione nei confronti del laicismo e della democrazia, tensione che in una libera società è salutare e non negativa. Come il cristianesimo e altre religioni, anche l' Islam è una religione praticata in molte culture e società, è eterodossa, differenziata in più categorie, è scismatica e pluralistica. Nella misura in cui l' Islam è fondamentalista, la religione lo è anch' essa in molti luoghi, perché nella nostra epoca di laicità la religione è sotto assedio e il fondamentalismo è più di ogni altra cosa una reazione alla religione sotto assedio.
RELIGIONE
Dove va la Chiesa di Benedetto XVI?
“Lui ed io rappresentiamo due modi di essere cattolici, una nel senso della curia romana, una nel senso del Concilio Vaticano II. E io non sono solo. Ci sono molti che condividono con me la convinzione che la Chiesa abbia bisogno di riforme”. Così il grande teologo svizzero Hans Küng racconta al direttore di Reset Giancarlo Bosetti il suo rapporto con l’ex cardinale Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, e spiega perché si sente deluso dal suo papato. La Chiesa ha perso lo spirito del Concilio Vaticano II?
LIBRI
Un candido in Terra Santa
Rifare, nel XXI secolo, il cammino di Gesù in Terra Santa passando per quei luoghi dove ha vissuto e predicato, oggi teatro di eventi violenti e drammatici? Qualcuno la riterrebbe forse un’idea strampalata oltre che rischiosa. Non così il filosofo Régis Debray, che di un pellegrinaggio laico e illuminista, ma anche poetico ed intimista, ha fatto la trama del suo nuovo romanzo, dal titolo Un candide en Terre sainte (Gallimard 2008). Il protagonista – che non è altro che la voce narrante dell’autore che si è recato sui luoghi per conto dell’ex presidente francese Jacques Chirac – è appunto “un candido”, nel senso che nel suo sguardo non ci sono a priori religiosi, né dogmatismi né fanatismi di sorta.
LEGGI SPECIALI
Egitto, quei mille pretesti per l’infinita “emergenza”
La guerra in Iraq, i conflitti in Sudan e Somalia, il diffondersi del virus del terrorismo di matrice islamista su scala mondiale. Sono questi i fenomeni addotti dal parlamento egiziano per rinnovare la legislazione d’emergenza, in vigore nel paese dal 1981. Un’emergenza lunga 27 anni – da quando, cioè, il presidente Anwar El Sadat venne ucciso da alcuni fondamentalisti islamici il 6 ottobre del 1981 – “è un’offesa alla dignità del popolo egiziano”, hanno dichiarato in aula i deputati dell’opposizione, ma il rinnovo della legge marziale, in scadenza il 31 maggio scorso, non ha sorpreso nessuno. Né fra gli osservatori internazionali né tanto meno fra quelli del Cairo.
LIBRI
Slovenia, storia di una giovane europea
La Slovenia inizia a prendersi sul serio nel 1848, anno zero della lunga marcia verso l’indipendenza, che l’accademico tedesco Joachim Hösler racconta, passo dopo passo, in Slovenia, storia di una giovane identità europea (304 pp., 20 euro, Beit Casa editrice, Trieste 2008), un ottimo strumento per capire e conoscere meglio i cardini, le peculiarità e le caratteristiche di un paese che confina con l’Italia. Ma che dagli italiani è ignorato.
GLOBALIZZAZIONE
L'Occidente chiude le porte
In Occidente soffia un vento freddo sulla globalizzazione. I democratici americani fanno campagna contro il Nafta, il Congresso si oppone ai nuovi accordi di libero mercato con la Colombia e con la Corea del Sud, e appena il 28% degli americani concorda sul fatto che la globalizzazione sia un bene. L’Europa affronta il successo elettorale di forze regionali e ostili all’immigrazione. In Italia il nuovo governo di destra chiede dazi sui prodotti cinesi e sogna che la compagnia aerea nazionale rimanga di proprietà italiana. Come scrive il “Wall Street Journal”, “il mondo non è più piatto come una volta”.
DIBATTITI
Il ministro, la Federazione e il rischio della “Casta dell’Islam moderato”
Cosa ne sarà della Consulta islamica? Il nuovo ministro degli Interni Roberto Maroni deve ancora pronunciarsi ufficialmente, ma intanto la neonata Federazione dell’Islam italiano taglia fuori l’Ucoii e altre componenti della vecchia Consulta. La via dell’Islam istituzionale, cooptato direttamente dagli apparati dello Stato, non fa altro in verità che fornire ottimi alibi agli esclusi, che anche nel caso italiano sono stati immediatamente etichettati come “estremisti” o “radicali”. Tra i fondatori della Federazione ci sono personalità serie, ma il rischio è che i musulmani la percepiscano sempre più come una “Casta dell’Islam moderato”: lontana da loro, attenta solo a rassicurare il pubblico non musulmano, senza tuttavia avere la forza e il coraggio di affrontare un dialogo vero con il milione e mezzo di musulmani italiani.
LIBRI
L'Iran, Ahmadinejad e il potere del clero
Il 24 giugno 2005, al secondo turno delle presidenziali iraniane, Mahmoud Ahmadinejad venne eletto con una preferenza del 64% dei votanti. L’Iran usciva prostrato e disorientato dalla esperienza riformista del doppio mandato di Muhammad Khatami, eppure l’elezione di un ultra-conservatore come Ahmadinejad spiazzò tanto i sondaggi quanto, forse con maggiore intensità, l’opinione pubblica internazionale. Nel libro Nel nome di Omar (350 pagine, 20 euro, editore Odoya, 2008) Marcella Emiliani, insieme ai suoi collaboratori Marco Ranuzzi de’ Bianchi e Erika Attori, indaga le ragioni della vittoria dell’ex pasdaran, e fa luce sugli interventi del clero sciita nell’ambito della politica, interna ed estera, dell’Iran.
INTERVENTI
Per un mondo arabo democratico e liberale
In Occidente raramente la parola “arabo” è utilizzata assieme a quella di “democratico” o di “liberale”. Ma il liberalismo e la voglia di democrazia nel cosiddetto mondo “arabo-musulmano” esiste. Come dopotutto esisteva all’interno della stessa Unione Sovietica e della Cina di Mao. Se negli anni Novanta le voci liberali erano disorganizzate e disorganiche, dopo gli attentati dell’11 Settembre sono nati numerosi giornali on-line liberali. L’avvento di Internet permette che il dibattito sia libero, e nei siti on-line scrittori, giornalisti e membri della società civile hanno iniziato a esprimere senza censure le proprie opinioni contro ogni tipo di assolutismo.
RELIGIONE
Essere cristiani in Medio Oriente
Sono gente del Libro, e condividono gli stessi valori dei musulmani. Eppure la vita dei cristiani in Medio Oriente sembra essersi fatta più difficile negli ultimi anni. Molti emigrano, la loro percentuale si assottiglia, il loro peso politico diminuisce, le minacce aumentano. Dall’Iraq all’Egitto, e persino in Turchia. Tanto che il Parlamento europeo, praticamente all’unanimità, ha votato qualche mese fa una risoluzione di dura condanna. Come vivono i cristiani in Medio Oriente? Cosa rappresentano all’interno di società a maggioranza musulmane?
LIBRI
Sogni e memorie di un immigrato in pensione
Mohamed, un immigrato marocchino che vive in Francia da 40 anni, arriva al momento del pensionamento e ne è terrorizzato. L’appensione, come la chiama nella sua lingua stentata il protagonista dell’ultimo romanzo di Tahar Ben Jelloun (L’ha ucciso lei, Einaudi, euro 14), apre una voragine esistenziale in cui vengono risucchiate, insieme alle abitudini rassegnate di una vita, le ultime scarne speranze di un uomo sopravvissuto all’analfabetismo, all’abbandono del paese di origine e all’estraneità di quello di adozione.
LIBANO
“Ecco perché Hezbollah ha deluso noi cristiani”
“I cristiani in Libano rappresentano l'ago della bilancia; la storia ci ha sempre visti vittime di persecuzioni massicce nella regione e questo ci ha portati a tendere sempre verso il dialogo tra le parti. Oggi spetta ai cristiani riunire intorno al tavolo dei negoziati i rappresentanti delle varie correnti confessionali”. Boutros Harb è uno dei candidati che oggi concorre per la Presidenza in Libano, nelle file della coalizione filo-occidentale al governo. E' attualmente membro del Parlamento come rappresentante della provincia Nord del Libano a maggioranza cristiana. In questa intervista a Resetdoc racconta come sta evolvendo il ruolo dei cristiani nella perenne crisi libanese.
LIBRI
Israel lobby o Neocon lobby?
Non sarà accurato come un libro di storia, non avrà nemmeno il dono della sintesi, ma Israel Lobby (442 pag, 18,50 euro, Mondatori 2007) è sicuramente uno dei libri più interessanti che siano stati scritti negli ultimi anni sulla politica estera americana. Lungi dall’essere un volume “anti-israeliano”, e tantomeno anti-sionista, “Israel Lobby” è una riflessione sugli ultimi sessant’anni della politica mediorientale americana, autorevolmente scritta da John J. Mearsheimer, professore di scienze politiche dell’Università di Chicago, e da Stephen M. Walt, docente di relazioni internazionali ad Harvard. E’ un libro che in Italia è passato praticamente inosservato, ma che nel mondo anglosassone è riuscito ad aprire un dibattito nuovo, tra applausi e stroncature, dal New York Times a Foreign Affairs all’Economist.
LIBRI
La Sardegna blues e l’identità postmoderna
A solo qualche chilometro di distanza dalla Sardegna del Billionaire, di Silvio Berlusconi e delle discoteche dei vip della tv, ecco emergere, in tutta la sua verità, quella di Flavio Soriga, un giovane talento che, nel suo Sardinia Blues (pp. 280, euro 16, Bompiani 2008), racconta le avventure di tre ragazzi immersi nell’estate malinconica della loro isola. In questo brillante romanzo Soriga, scrittore 33enne, riesce a narrare, con uno stile in parte futurista, una Sardegna che sfugge finalmente sia ai luoghi comuni pastorali sia all’immagine patinata alla Lucignolo.
ELEZIONI
Italia, vince la paura
Le elezioni italiane di aprile hanno riconsegnato il governo al centrodestra. Silvio Berlusconi è di nuovo primo ministro, a capo di una coalizione ancora più spostata a destra. La Lega Nord, giocando anche sulla paura dello straniero, è riuscita a intercettare un diffuso bisogno di sicurezza sociale ed economica, ed ora nel governo avrà un peso determinante. Ma quali sono le vere ragioni del suo successo? I rapporti tra Roma e le capitali arabe sono destinati ad essere stravolti. Come cambia la politica estera dell’Italia?
LIBRI
“Turismo”, l’Occidente visto da un indo-londinese
“E’ il segreto per farcela in questo paese. Sapere quel che vogliono i bianchi”. Come il protagonista del suo libro, Nirpal Singh Dhaliwal sa bene cosa vogliono i bianchi. Vogliono, tra le altre cose, il suo Turismo (285 p., 15 euro, Guanda 2008), un romanzo tutto sesso e immigrazione ambientato nella Londra multiculturale dei giorni nostri. Un capolavoro di politicamente scorretto, che, nonostante l’astuzia dell’autore (il politically incorrect tira), si lascia leggere con interesse e divertimento. Dhaliwal è nato in Inghilterra nel 1974, da genitori indiani. Ex giornalista della radio della Bbc, scrive oggi per il Times e il Guardian, e ha fatto molto parlare di sé, nel bene e nel male, per questo suo romanzo senza peli sulla lingua.
LIBRI
Teheran 1981, quegli ebrei nella “città delle rose”
20 Settembre 1981. Isaac Amin viene portato via a forza dal suo ufficio di Teheran da due Guardiani della Rivoluzione. Lo accusano di essere una spia sionista, ma le sue vere colpe agli occhi degli Ayatollah, i nuovi padroni dell’Iran, sono altre: appartenere a una famiglia ebrea ed essersi arricchito, col suo lavoro di orefice, anche grazie alla popolarità acquisita presso la classe dirigente del vecchio regime. La sua storia, frutto di fantasia eppure così simile a quella di tanti realmente vissuti, è narrata ne La Città delle Rose (Edizioni Piemme, 2008, Euro 16,50), opera prima della giovane scrittrice iraniana Dalia Sofer e segnalata dal New York Times fra le migliori pubblicazioni dello scorso anno.
ISRAELE E PALESTINA
Da nemici ad alleati, i “Combattenti per la pace”
I Combatants for Peace (Combattenti per la Pace) hanno scelto la strada più difficile e spesso meno praticata: la strada della non violenza. Nato nel 2005, il movimento dei CfP è composto da palestinesi che avevano sposato la causa della lotta armata e israeliani che hanno fatto parte delle Forze di Difesa israeliane. Attualmente il numero totale dei membri ha superato il mezzo migliaio, e il comitato direttivo è composto da sei israeliani e sei palestinesi. Resetdoc ha intervistato Joe DeVoir, coordinatore internazionale del movimento.
MEDIO ORIENTE
L'enigma saudita
Il re Abdullah ha intensificato il dialogo interreligioso con papa Benedetto XVI, ma in Arabia Saudita non è ancora possibile costruire una chiesa cristiana. Il dibattito sul diritto di guida delle donne si è riaperto, ma la “polizia religiosa”, la Mutawwa, continua a imperversare. Notizie contrastanti da un regno misterioso, che custodisce i luoghi sacri dell’Islam, ma che non viene certo guardato come un modello dal mondo musulmano. Riad è ancora un alleato chiave per gli Usa. Non solo per il petrolio, ma soprattutto per la sua funzione anti-iraniana nella regione: uno dei motivi per cui, mentre il mondo si batte per il Tibet, sui diritti umani in Arabia Saudita è caduto da tempo il silenzio.
EGITTO
“Metro”, quel fumetto che fa infuriare il regime
Se la censura può avere mille forme, altrettante ne conoscerà la ribellione. È così che in Egitto, paese attanagliato dall’inflazione, dalla crisi del pane e da ventisette anni di stato d’emergenza, una storia a fumetti diventa un pericolo per la stabilità della dittatura “moderata” del presidente Mubarak. Uscito appena due mesi fa per la neonata casa editrice Malamih, Metro è il primo romanzo a fumetti del mondo arabo. Racconta una storia inventata, di violenza e passione, che si costruisce, però, sulle crisi e le aberrazioni reali della società egiziana contemporanea. Sta soprattutto in questo la sua novità, e il suo pericolo.
LIBRI
Quella vecchia casa nei giardini di Baghdad
Baghdad ha il colore degli aranci e delle rose, l’odore dei “dolma” appena arrotolati, del “masgouf” addolcito dal mango e appena inasprito dalla salamoia, il chiaroscuro di una vecchia casa che presto non accoglierà più alcun suono se non le sferzate d’aria di un elicottero che vola a bassa quota. Da queste tracce prende l’avvio I Giardini di Baghdad, romanzo d’esordio di Leilah Nadir (pag. 381, euro 18, Cairo Publishing 2008). Seconda di quattro figli, padre iracheno di confessione siro-cattolica e madre inglese, Leilah Nadir è nata in Canada nel 1971, ha vissuto per un breve periodo in Inghilterra e attualmente vive e lavora a Vancouver.
RIVISTE
Pendolari o cittadini? Un dibattito sull’immigrazione italiana
Come controllare gli ingressi dei lavoratori immigrati di fronte alle scarsità settoriali di manodopera e mostrando solidarietà verso i paesi poveri, ma senza perdere il controllo dell’eccessiva crescita dell’immigrazione? Come controllare le frontiere senza adottare massicce politiche di espulsione e rispettando i diritti degli immigrati? Come integrare gli immigrati nella società italiana, garantendo loro i nostri diritti, rispettando la loro identità culturale, senza tuttavia sfociare nella creazione di comunità chiuse che alimentano il divario fra cittadini e immigrati? Sono le questioni decisive che emergono nel numero della rivista Meridiana (Edizioni Viella, n. 56), interamente dedicato al tema dell’immigrazione.





