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Iran, il dilemma dell'Occidente

[ EN ]

Il regime di Teheran continua a reprimere il dissenso e a provocare la comunità internazionale sulla questione del nucleare. Cosa può fare l'Occidente? Come può aiutare l'Onda verde (che, come sottolinea il filosofo Ramin Jahanbegloo in una video-intervista di Resetdoc, riesce a coniugare Islam e diritti umani)? Servono nuove sanzioni, come propone The Economist?

SOCIETA'


Halal by Coop, ora il supermercato è anche muslim-friendly


Sara Colantonio

Nasce nell'Ipercoop del quartiere Casilino, con la collaborazione di Minareti.it, il primo spazio “Halal”, dedicato alla vendita della carne macellata secondo le regole della tradizione islamica. Le carni, garantite dagli standard della filiera Coop, provengono da uno stabilimento di macellazione di Ravenna e sono lavorate in uno di Londa, vicino Firenze, dove sono seguite e certificate dagli Imam delle rispettive città. Un altro modo per conoscersi, e rispettarsi reciprocamente.

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LIBRI


Un Satyricon italiano


Daniele Castellani Perelli

Una festa comica e drammatica, specchio dell'Italia contemporanea. E' quella che muove le gesta, eroiche o vigliacche, dei personaggi dell'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti (Che la festa cominci, Einaudi 2009, pp. 332, euro 18). E' quella che organizza in una Villa Ada immaginaria il palazzinaro Sasà Chiatti. Lì si incrociano le vite di un gruppo di goffi e sfigati aspiranti satanisti, le Belve di Abaddon, dell'affermato scrittore Fabrizio Ciba e della cantante Larita.

DOPO L'APPELLO DI RESETDOC


[ EN ]

Caro Veneziani, ecco perché boicottare Teheran è giusto


Fabio Chiusi

Opporsi alla candidatura di Teheran per la prossima giornata mondiale della filosofia non significa applicare delle «sanzioni filosofiche» all'Iran, né «boicottare» l'iniziativa dell'Unesco in nome di una supposta «priorità della democrazia sulla filosofia». Sbaglia Marcello Veneziani su Il Giornale ad attribuire tali concetti a chi, come Giuliano Amato e i membri del Comitato Scientifico di Resetdoc, sottolinea che sarebbe grottesco fare di un luogo «in cui si può rischiare la vita per le proprie idee» la capitale mondiale del dubbio e della riflessione critica. E sbaglia perché se è vero che la filosofia si esalta laddove l'uomo è da salvare, è altrettanto vero che non è certo il boia a concedere il diritto di cittadinanza al filosofo. La posta in gioco è comprendere chi o che cosa si farebbe garante di un libero confronto di idee tra i partecipanti qualora a novembre 2010 questi ultimi dovessero incontrarsi nella capitale del regime di Ahmadinejad. Forse lo stesso Veneziani?

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DIBATTITI


[ EN ]

Giornata della Filosofia in Iran? No, grazie


Valentine M. Moghadam, Fred Dallmayr, Karel von Schwarzenberg, Navid Kermani, Pietro Marcenaro, Gianfranco Pasquino e Luigi Spaventa. Sono solo alcuni dei molti amici e lettori di Resetdoc che hanno firmato l'appello rivolto da Giuliano Amato, Giancarlo Bosetti e Ramin Jahanbegloo, membri del comitato scientifico di Resetdoc, alla direttrice generale dell'UNESCO Irina Bokova, per scongiurare che la Giornata mondiale della filosofia si tenga nel 2010 in Iran. Per aderire alla nostra protesta, scrivete a info@resetdoc.org.
(Leggi qui l'articolo di Liberation).

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LIBRI


Che fare? Un “green deal” per l'Europa


Nicola Mirenzi

A dispetto del titolo, il libro di Daniel Cohn-Bendit, Che fare? (Nutrimenti, 139 pp., 12 euro), non ha niente di leniniano. Non solo per il linguaggio del sottotitolo, Trattatello di fantasia politica a uso degli europei, evidentemente estraneo al vocabolario di un rivoluzionario di professione. Ma perché l’anima di Dany le Rouge, come ancora qualcuno s’ostina a chiamarlo in Francia per il suo passato barricadiero, è totalmente anti-dogmatica: «Non c’è niente che mi disgusti di più del volere fare la felicità delle persone contro la loro volontà», scrive.

UN REPORTAGE DALLA CAMBOGIA


Kunthea e le altre. La dura vita delle vittime degli espropri


Alessandro Rizzi

Phnom Penh e il resto della Cambogia sono oggi terra di conquista per le tasche rigonfie di dollari. Tuttavia, se a sud furono i russi, i francesi, gli svizzeri, gli australiani a contendersi le terre, ora è il turno degli investitori cambogiani arricchitisi negli ultimi decenni. Non si contano più, sui pochi giornali indipendenti rimasti, i casi di espropri ordinati dal governo in seguito ad accordi, a lungo tacitati, che prevedono la cessione dei terreni a compagnie private, gestite da figure politiche legate al partito dominante e assolutista, il Cambodia People’s Party. Secondo un recente rapporto di COHRE, Ong con sede a Ginevra, i cittadini espropriati a Phnom Penh dagli anni Novanta ammonterebbero a 133000, più del 10% della sua popolazione.

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LIBRI


“Quasi uguali”: l'immigrazione senza luoghi comuni


Alen Custovic

“Credo sia tecnicamente impossibile raccontare in prima persona ciò che si comunica con gli sguardi, con un gesto, più spesso con i silenzi. O almeno io non so farlo, devo ricorrere alle descrizioni”. E’ una precisazione che Francesco De Filippo sottolinea nel suo volume Quasi uguali. Storie di immigrazione (Mondadori; 10,50 euro). Un libro nel quale il fenomeno dell’immigrazione viene quasi fotografato, affrontato attraverso la riproposizione di testimonianze in presa diretta, sempre vissute, spesso crudeli e mai buoniste. Il volume è una lettura che vale la pena di compiere comprendendo una volta di più la vacuità dei cliché che attorniano il tema.

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LIBRI


La vita ingiusta delle ragazze cecene


Francesca Giorgi

Un paese martoriato da anni di guerra e repressione, un popolo umiliato ma orgoglioso della propria identità e delle proprie tradizioni, un libro per “dare voce a chi ha subito torture, a chi ha sofferto e a chi è stato costretto a scappare”. Susanne Scholl, giornalista austriaca e corrispondente da Mosca per la televisione del suo paese, nel suo libro Ragazze della guerra (Ed. Voland, traduzione di Chiara Marmugi, € 14,00) racconta del viaggio compiuto in Cecenia nel 2006 e dei suoi incontri con le donne cecene. Grazie alle loro testimonianze, quel piccolo angolo di mondo perduto fra le montagne del Caucaso, che molti in Europa conoscono solo per averne sentito parlare nei notiziari, diventa un luogo reale. Di una realtà che forse preferiremmo continuare a ignorare.

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ASIAN UNIVERSITY FOR WOMEN


[ EN ]

«Così diamo una speranza alle donne del Bangladesh»


Kamal Ahmad intervistato da Valeria Fraschetti

“In Asia la devalorizzazione della donna resta ancora un grave problema e la storia del continente continua ad essere segnata da scontri etnici e religiosi”. Per questo Kamal Ahmad ha fondato in Bangladesh la Asian University for Women, dove viene “coltivato il potenziale di leadership delle donne e in cui si insegna un nuovo senso di tolleranza”. In quest’intervista racconta del suo progetto e di come, grazie alle borse di studio che ricevono, studentesse da tutta l’Asia stanno imparando ad aspirare a diventare qualcosa di diverso da quello che sono state le loro madri.

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LETTERATURA


[ EN ]

Nuove voci d'Arabia


Per noi occidentali il mondo arabo continua ad essere un blocco unitario, e come tale vediamo la sua produzione letteraria contemporanea, che appare compatta solo per il fatto di essere scritta in una stessa lingua. Ma nella Lega araba ci sono 22 paesi, e ognuno ha la sua storia, spiega Isabella Camera D'Afflitto. In quelli della Penisola araba (dall'Arabia Saudita agli Emirati fino allo Yemen), ad esempio, negli ultimi anni si è messa in evidenza una nuova generazione di romanzieri, che ha osato affrontare temi scottanti, parlando di schiavitù, tabù, tradizioni e superstizioni, di disgregazione sociale, di colpevolezza individuale e di rapporti fra uomo e donna.

CULTURA


[ EN ]

«Io, filosofo liberale, respinto dal Kuwait»


Nasr Hamid Abu Zayd intervistato da Ernesto Pagano

L’intellettuale egiziano Nasr Hamid Abu Zayd, membro del comitato esecutivo di Resetdoc, non ha dubbi: il peggior nemico della libertà di pensiero nel mondo arabo è “il matrimonio cattolico tra Islam e politica”. Quel matrimonio che il dicembre scorso ha indotto le autorità kuwaitiane, sotto la pressione dei parlamentari islamisti, a respingerlo alla frontiera dopo avergli in precedenza concesso un visto. “È la prima volta che mi capita”, confessa Abu Zayd. Il teologo liberale, il giorno del respingimento, è stato costretto a risalire su un aereo all'aeroporto Sheikh Saad di Kuwait City, dove era atterrato poco prima per parlare, presso la Women’s Cultural Social Society, della visione della donna nella sharia e nel Corano e della riforma del pensiero islamico.

AMBIENTE


La fine dell’era del petrolio


Fatih Birol (Aie) intervistato da Pino Buongiorno

Birol non è un guru né un visionario. Parla da illustre economista ed esperto affermato solo in base ai numeri: ecco perché viene consultato da tutti i governi. Lo chiamano “Mister Energia”. Prima di approdare nel 1995 alla AIE, una costola dell’OCSE, l’organizzazione che raggruppa 30 paesi occidentali, ha lavorato per sei anni nella segreteria dell’OPEC, a Vienna. Come dire che conosce assai bene sia il mondo dei fossili sia quello delle nuove tecnologie. Il 2010, dice, sarà un anno rivoluzionario: “Segnerà l’inizio di una nuova era, quella dell’elettricità, che prenderà il posto dell’età del petrolio”.

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ISLAM E EUROPA


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La paura del minareto


Il 29 novembre scorso la maggioranza dei cittadini svizzeri ha approvato il referendum con cui si vieta costituzionalmente di costruire nuovi minareti sul territorio. Un voto scioccante, in un Paese in cui i musulmani sono una minoranza integrata. Come è potuto succedere? È un campanello d'allarme per l'Europa intera? Siamo andati a sentire anche il parere di Hassan El Araby, consigliere comunale a Chiasso e primo politico apertamente islamico mai eletto in un’amministrazione svizzera.

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IL VERTICE DI COPENHAGEN


[ EN ]

L’Unione Europea, una potenza “non vincolante”


Emanuela Scridel

L’Unione Europea ha confermato la sua caratteristica di essere “gigante economico” e “nano politico”, e la sua debolezza – che ci si aspetta vada scemando in virtù dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – nel parlare efficacemente “con una sola voce”, unico modo per poter “pesare” all’interno del rinnovato contesto internazionale. Come si spiega la sua marginalità?

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LA CINA E LO XINJIANG


Rebiya Kadeer, la guerriera gentile


La leader in esilio degli uiguri intervistata da Maria Elena Viaggiano

“Penso che Barack Obama e la sua amministrazione stiano lavorando in privato per promuovere i diritti umani. Sono fiduciosa nel suo operato anche se i cinesi continuano ad avere la mano pesante nei confronti degli uiguri”. A parlare è Rebiya Kedeer che, in occasione della presentazione del suo libro La guerriera gentile (395 pag., Corbaccio, 2009, 22,60 euro), ha rilasciato un’intervista a Resetdoc. La leader del popolo uiguro commenta la missione a Pechino del presidente americano, prova a spiegare la situazione attuale del popolo a cui appartiene e racconta la sua storia personale.

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VIDEO


A boy, a wall and a donkey (Da: Stories on Human Rights)


Hany Abu-Assad

In occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e la ong Art for the World hanno commissionato una serie di 22 cortometraggi, creati da alcuni dei maggiori registi del mondo. I film sono associati a un libro che presenta i lavori di dodici scrittori di fama internazionale (inclusi cinque premi Nobel) e a poster disegnati da studenti d’arte. Il progetto è stato reso possibile dall’impegno e dal supporto creativo di molti, e dal sostegno finanziario dell’Unione Europea, del ministro degli esteri e degli affari europei francese, e del Sesc di San Paolo del Brasile.

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DIRITTI UMANI


[ EN ]

Essere gay nel mondo arabo-islamico


Anche se per il presidente Ahmadinejad in Iran non esiste «questo fenomeno», gli omosessuali sono una realtà in tutto il mondo arabo-islamico. La loro non è una vita facile, anche se – come dimostra il movimento libanese Helem – stanno cominciando a far sentire la propria voce. La loro discriminazione è “scritta” nel Corano o si spiega con quella stessa cultura conservatrice che vediamo anche in Occidente? Le opposte opinioni dell'attivista Hossein Alizadeh e del professor Joseph Massad sulla diffusione del movimento omosessuale nel mondo arabo.

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LIBRI


In viaggio con un palestinese


Daniele Castellani Perelli

In Murad Murad (pag. 176, 14,50 euro, Feltrinelli 2009) Suad Amiry, armata di taccuino, decide di seguire il giovane Murad e i suoi amici da Ramallah alla cittadina israeliana di Petah Tikva. Sarà l'occasione per osservare da vicino la vita quotidiana di un gruppo di braccianti palestinesi. Ma man mano che il difficile viaggio si compie, la voce dell'autrice si fa sempre più arrabbiata, e finisce per negare umanità agli «Altri», a «loro», gli israeliani. Così indebolendo un reportage per altri versi decisamente interessante.

LA RASSEGNA


Cinema israeliano a Milano, chi l'ha visto?


Federica Zoja

Dal 2000 in poi, il cinema israeliano ha riscosso un successo notevole, arrivando a Cannes e a Venezia, raggiungendo il grande schermo su scala internazionale con film di grande qualità, come ‘Il giardino dei limoni’, ‘Lebanon’, ‘Valzer con Bashir’. Eppure la rassegna milanese Cinematov 2009 non ha attirato molto pubblico, e la stampa italiana l'ha decisamente snobbata. E nel pubblico c'è chi chiedeva: «Ma la fate, poi, una rassegna palestinese?».

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LIBRI


Pamuk e il museo dell'amore perduto


Francesca Giorgi

La vita felice di Kemal Basmacι è la protagonista dell’ultimo romanzo di Orhan Pamuk, Il museo dell’innocenza, edito in Italia da Einaudi (traduzione di Barbara La Rosa Salim, € 24,00). Un libro che è in realtà solo una parte di un progetto molto più ambizioso, cui lo scrittore turco, vincitore del Premio Nobel nel 2006, si è dedicato, sebbene in maniera discontinua, per quasi dieci anni.