Tariq Ramadan: «I musulmani devono fare autocritica»
Durante i Seminari di Istanbul di Resetdoc (30 Maggio - 4 giugno 2009) il noto intellettuale musulmano Tariq Ramadan ha risposto positivamente all’appello di Giuliano Amato in difesa delle donne che protestano contro la legge di famiglia afghana. Ramadan ha insistito sulla necessità per gli studiosi musulmani di essere capaci di autocritica. Egli stesso si dice critico nei confronti dell’interpretazione letterale della shar’ia: «Giuliano Amato ha ragione. Noi musulmani dobbiamo prendere apertamente posizione – dice in questa video-intervista esclusiva a Resetdoc – e io personalmente l’ho fatto in tutti gli ultimi vent’anni, sostenendo che non possiamo accettare l’implementazione dogmatica e letterale dell’Islam. Dobbiamo essere capaci di umiltà nel dialogo».
IMMIGRAZIONE
Germania, l'integrazione è un successo (anche nel calcio)
La maggioranza dei musulmani tedeschi è ben integrata, secondo un rapporto pubblicato il 25 giugno in occasione dell'annuale Conferenza sull'islam tedeschi. Nonostante tutti i problemi, l'integrazione degli “stranieri” dunque procede, come dimostra anche il calcio. A fine giugno la squadra nazionale under 21 si è presentata ai campionati europei con 9 titolari di origine non-tedesca. Il risultato? Hanno vinto il torneo.
IRAN
Una petizione contro le violenze autorizzate dal governo
Come docenti, accademici e scrittori di tutto il mondo abbiamo sottoscritto questa petizione perché siamo preoccupati per la violazione dei diritti umani in Iran. Abbiamo chiesto alle Nazioni Unite di condannare l’attuale colpo di stato e di tutelare gli iraniani nella loro richiesta di elezioni democratiche e giuste. Sconcertati dalle notizie sui gruppi paramilitari iraniani e le forze di sicurezza che hanno aperto il fuoco e arrestato civili e dimostranti che stavano manifestando pacificamente, chiediamo che la comunità internazionale intervenga ora per prevenire ulteriori violenze e spargimenti di sangue. Chiediamo al governo iraniano di rispettare e di garantire il diritto alle manifestazioni di protesta pacifiche. Chiediamo alle istituzioni democratiche e alle organizzazioni internazionali di condannare le violenze autorizzate dal governo contro i dimostranti in Iran. Invitiamo inoltre i vari governi nazionali a chiedere al segretario generale dell’Onu, all’Alto Commissario per i Diritti Umani e al Consiglio dei Diritti Umani, di convocare una commissione speciale dell'Onu per monitorare la situazione post-elettorale in Iran e di indagare e riferire al Consiglio di Sicurezza sugli arresti arbitrari e la detenzione di diversi studenti attivisti e leader riformisti in Iran. (Dal sito della rivista Dissent)
IRAN
«La voce del regime non sarà mai più quella del popolo»
“Le manifestazioni di questi giorni hanno fatto sapere a tutto il mondo che la voce di Ahmadinejad non è la nostra voce, ma la voce degli ayatollah, dell'esercito islamico e delle persone analfabete ed ignoranti. Dai video si vede un solo colore, il verde. Ed io sono con loro”. Kader Abdolah, ospite del Festival delle Letterature 2009 di Roma, commenta per Resetdoc gli eventi iraniani. Nato nel 1954 ad Arak in Iran, da cui è stato costretto a fuggire nel 1985, dal 1988 vive in Olanda, dove è diventato uno scrittore di grande successo. Il suo libro La casa della moschea uscito nel 2005 (pubblicato in Italia nel 2008 da Iperborea) è stato votato dai lettori olandesi come il secondo miglior romanzo mai stato scritto nella loro lingua.
DONNE
Quelle voci che sostengono Obama
Cento anni di lotta femminista circondavano il presidente americano e risuonavano nelle sue parole durante il discorso tenuto all’Università del Cairo. Il 4 giugno 2009 è stata la voce di una donna a risuonare nell’ Aula Magna dell’Università del Cairo per annunciare “il presidente degli Stati Uniti d’America”. Nel corso dell’ultimo secolo, le donne egiziane, grazie alle loro iniziative, hanno conquistato molti diritti ed hanno accresciuto la libertà di occuparsi della propria vita e di fare le proprie scelte.
MEDIA
L'Egitto e i canali satellitari stranieri in lingua araba
E’ molto importante valutare in che modo gli spettatori del mondo arabo percepiscono i servizi televisivi in lingua araba dei canali satellitari internazionali, come Deutsche Welle, France 24 e Russia Today. Le ragioni per le quali i canali stranieri in lingua araba non riescono a conquistare “la mente e il cuore” del pubblico arabo sono soprattutto tre: arroganza, impazienza e incapacità di prestare ascolto da parte di chi gestisce l’informazione. I ministeri degli Affari Esteri dovrebbero avere l’umiltà di riconoscere gli errori commessi. Dai canali televisivi come Deutsche Welle, France 24 o Russia Today, l’opinione pubblica araba, più che la verità, sembra incline ad aspettarsi notizie propagandistiche o distorte.
ELEZIONI
Ramin Jahanbegloo: «Un risultato senza speranza per l'Iran»
«Le elezioni iraniane sono state un'esperienza terribilmente sorprendente, prima di tutto per l'enorme participazione. Il risultato, per molti di noi e per molti giovani iraniani, è stato negativo, senza speranza. C'è un conflitto aperto, all'interno della nomenclatura, e il governo ha deciso di risolverlo con la violenza». In una video-intervista esclusiva con Resetdoc, il filosofo iraniano Ramin Jahanbegloo commenta il risultato delle elezioni e affronta alcune delle questioni che sono ora davanti al governo e alla società iraniana.
TIENANMEN
Il giorno che cambiò la Cina
A venti anni dal massacro di Piazza Tienanmen, il regime non ha ancora reso noto il numero delle vittime e fa di tutto per far dimenticare quei fatti, sebbene abbiano avuto profonde conseguenze sull'evoluzione sociale e politica della Cina. «La memoria di Tienanmen in Occidente è svanita - dice a Resetdoc Andrew J. Nathan, professore di Scienze Politiche alla Columbia University e co-autore di The Tiananmen Papers - Gli Usa e l’Europa saranno però più sicuri quando altri sistemi politici saranno aperti e stabili, e il regime cinese, in modo diretto e indiretto, incoraggia invece la persistenza di regimi autoritari».
VIDEO E TESTO DEL DISCORSO
Obama al Cairo chiede un «nuovo inizio»
«Ci incontriamo in un momento di tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo. I rapporti tra l'Islam e l'Occidente includono secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche di conflitto e guerre religiose. Più recentemente, le tensioni sono state alimentate da un colonialismo che ha negato diritti e opportunità a molti musulmani, e da una guerra fredda in cui paesi a maggioranza musulmana sono stati troppo spesso trattati senza riguardi per le loro aspirazioni. Inoltre, gli straordinari cambiamenti portati dalla modernità e dalla globalizzazione hanno spinto molti musulmani a vedere l'Occidente come ostile alle tradizioni dell'Islam - ha detto al Cairo Obama il 4 giugno - Estremisti violenti hanno sfruttato queste tensioni in una piccola ma potente minoranza di musulmani. Sono venuto qui a cercare un nuovo inizio nel rapporto tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo».
DIBATTITI
Abu Zayd: "Perché Maometto non firmerebbe la legge di famiglia afghana"
Quando il parlamento afghano ha votato la “legge di famiglia per gli sciiti”, che di fatto legittima lo stupro delle donne, il nostro sito ha pubblicato l'appello e la petizione di Emma Bonino al governo afghano. L'ex primo ministro italiano Giuliano Amato ha firmato la petizione e sul Sole 24 Ore si è chiesto: perché tacciono gli islamici moderati, come Nasr Hamid Abu Zayd e Tariq Ramadan, punti di riferimento dell'Islam europeo? Ora Abu Zayd ha scelto Resetdoc per fare chiarezza. Ramadan non ha ancora risposto, ma lo farà ai prossimi Istanbul Seminars di Resetdoc, dove discuterà di Oriente e Occidente con altri influenti intellettuali arabi, israeliani, americani e europei.
ITALIA
Giovani, belli e senza speranze
Giovani e belli. Un anno fra i trentenni italiani all’epoca di Berlusconi (Chiarelettere, 14 euro) è un’inchiesta esistenziale su una generazione cresciuta a pane e internet che si ritrova a fare i conti con un paese sconnesso dalle intelligenze che lo abitano. Il libro di Concetto Vecchio, giornalista de La Repubblica, mostra una nazione al rallenti: giovani scandalosamente sfruttati negli studi legali, ricercatori costretti all’emigrazione, laureati del sud divenuti specialisti in concorsi pubblici...
NAWAL AL-SA’DAWI
L'amore in Egitto, ai tempi del petrolio
Una donna morigerata, sempre ligia al proprio dovere e rispettosa delle leggi; un’archeologa, specializzata nella ricerca di statue raffiguranti divinità femminili dell’antico Egitto. Che un giorno decide di fuggire, di “prendersi una vacanza” dal marito e dal lavoro, e finisce per sparire, facendo perdere le proprie tracce agli altri e a se stessa. Da qui si dipana L’amore ai tempi del petrolio (Il Sirente 2009, Euro 15,00), l’ultima fatica letteraria della scrittrice egiziana Nawal al-Sa’dawi, fra le protagoniste indiscusse del femminismo arabo contemporaneo.
EST E OVEST
Religioni ideologiche per un mondo disincantato
“L’Islam ideologico dei movimenti radicali, più che una religione, mi sembra un’ideologia. Parlano più di Islam che di Dio, cioè più del sistema fondato sulla religione che non dell’aspetto interiore, dell’aspetto essenziale di una fede religiosa. C’è quindi qualcosa di preoccupantemente simile nei due recuperi sia ad Est che ad Ovest. E anzi, siamo noi che stiamo percorrendo quella linea che i paesi islamici hanno anticipato qualche decennio fa”. Paolo Branca, professore di lingua e letteratura araba all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, parla a Resetdoc del ritorno della religione in Occidente e Oriente.
LIBRI
Islam e bioetica fra passato e modernità
L’assenza di un’autorità giuridico-religiosa superiore, in grado dunque di offrire una posizione “ufficiale” della fede, uno degli elementi che spiega – insieme a fattori storici, politici, sociali, familiari, anche locali – la vivacità di posizioni giuridiche ed etiche che animano l’Islam di fronte alle sfide della bioetica, su temi talmente moderni che spesso la stessa terminologia è incerta. A raccontarlo è Dariusch Atighetchi, nel libro Islam e Bioetica (Armando Editore, 2009, euro 24).
PARLAMENTO
Kuwait, arrivano le donne
Quattro ce l'hanno fatta, nonostante la dura campagna elettorale dei conservatori. Sono le prime quattro donne ad entrare nel parlamento kuwaitiano. Secondo uno studio sui diritti politici della donna pubblicato dall’università del Kuawait e riportato dal quotidiano panarabo Sharq el Awsat, tuttavia, l’idea generale dei parlamentari maschi sulla partecipazione politica delle donne (il 44.5% della forza lavoro del paese) rimane in gran parte legata all’assunto che l’Islam non assicura la parità dei sessi e che la donna è sottoposta alla tutela dell’uomo: un concetto legato sia alla religione che alla cultura tribale, fortemente radicata in Kuwait.
ELEZIONI
Iran, la sfida dei riformisti
Sono le elezioni più importanti dell'anno per il mondo, o almeno per il dialogo tra Occidente e mondo islamico. Il 12 giugno i cittadini iraniani eleggeranno il loro nuovo presidente. I due schieramenti si presentano divisi, e l'esito è incerto. Avremo altri quattro anni di Ahmadinejad, il discusso presidente uscente, o la spunterà uno tra Mousavi e Karoubi, i due candidati riformisti?
LIBRI
Alla conquista del Secondo Mondo
Il mondo contemporaneo si regge sull’equilibrio tra tre “imperi”: Usa, Cina e Ue. E chi deciderà quale delle tre superpotenze riuscirà a imporre la propria visione e il proprio modello di globalizzazione? Lo decideranno i paesi del “Secondo mondo”, come l’Ucraina, il Venezuela, l’Iran, la Malesia, la Corea del Sud, il Messico o la Turchia: nazioni che in parte aspirano a entrare nell’élite globale e in parte rischiano «di essere continuamente risucchiate nel girone dei “dannati della terra”». È questa la tesi principale de I tre imperi (609 pp, 22,50 euro, Fazi Editore, 2009), ambiziosa prima opera del giovane studioso Parag Khanna.
VIDEO
Strade tortuose per le tassiste del Bahrain
In Bahrain le donne stanno coraggiosamente cimentandosi in lavori tradizionalmente maschili. Questa scelta, però, le sta facendo scontrare sempre di più con la parte più conservatrice della popolazione.
Hashem Ahelbarra di Al Jazeera si è fatto un giro con una delle tassiste del Bahrain, e ha scoperto che il cambiamento deve superare ancora qualche ostacolo.
ELEZIONI
Il futuro dell'India
Le elezioni nazionali indiane di quest’anno sono, numericamente, le più grandi della storia: 714 milioni di cittadini (41 milioni in più rispetto al 2004) sono chiamati alle urne per scegliere i loro rappresentanti tra oltre mille partiti. Un rito portentoso, che durerà per quattro settimane, fino al 13 maggio. Un segno di vivacità democratica che, tuttavia, sembra destinato a produrre nuovamente un governo instabile, segnato da opportunistiche alleanze post-elettorali. Lo storico Ramachandra Guha spiega perché hanno tanto successo i partiti regionali.
LIBRI
La democrazia più complicata del mondo
Che cos’è davvero l’India oggi? Una potenza economica emergente, che presto vedremo accanto a Cina e Stati Uniti a determinare le sorti del futuro, o il paese delle profonde diseguaglianze e povertà che ci veniva raccontato sui libri di scuola? Mariella Gramaglia è andata a vedere di persona, e nel suo ultimo libro, Indiana – nel cuore della democrazia più complicata del mondo (Donzelli 2008 – Euro 16,00), prova a dare, più che risposte, suggerimenti per comprendere al meglio questo immenso paese così lontano dalle nostre categorie e dalle nostre capacità interpretative.
VIDEO
Il corpo delle donne
Un estratto de "Il corpo delle donne", di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù (23 min). Il documentario, premiato al festival del documentario sociale a Firenze, aprirà il Festival Mutazioni a Genova. Una riflessione sull'immagine della donna nell'Italia contemporanea, attraverso i volti e i corpi femminili che vediamo ogni giorno nel nostro televisore. Cinquanta anni fa, Anna Magnani diceva al truccatore che prima del ciak stava per coprirle le rughe del volto: "Lasciamele tutte, non me ne togliere nemmeno una, ci ho messo una vita a farmele". Ma oggi, quali sono i modelli femminili di riferimento? Quali verità comunicano? Quali autenticità?







