Non abbiamo bisogno del modello occidentale
H. H. 16 January 2008

Questo testo è il secondo intervento del filosofo Hassan Hanafi nel dialogo svoltosi tra l’autore e il professor Andrew Arato, pubblicato dalla rivista Reset nel numero 103 (settembre-ottobre 2007).

L’incomprensione non è meno pericolosa della reiterata confusione. Calma, serenità e buona fede sono i prerequisiti del dialogo più di quanto lo siano la passione, il giudizio prematuro o il pregiudizio. Soltanto un pazzo può rifiutare la democrazia, e io non lo sono. La differenza sta in ciò che si intende per democrazia e nella forma che essa assume. Per me, democrazia significa il diritto di essere diversi e di opporsi al monopolio delle opinioni e delle decisioni. Per me è la consultazione, la Shura. Quanto alla forma, quella della democrazia rappresentativa basata sulla contrapposizione tra maggioranza e minoranza non è l’unica, dal momento che la maggioranza di oggi, domani diventerà minoranza, e quella che oggi è la minoranza domani sarà maggioranza, ciò può essere il fondamento della legge. La legge può essere naturale, razionale oppure umana. Soltanto in Giappone si pratica una democrazia consensuale fondata appunto sul consenso e non sul numero degli elettori.

Un concetto quantitativo e individualistico di democrazia è diverso da un concetto qualitativo e comunitario. L’obiettivo è unico, opporsi alla dittatura, al dispotismo e all’autoritarismo. Inoltre, il diritto di essere diversi, all’interno e all’esterno, è presente in ogni cultura. Se la democrazia non si fonda su un valore e un sistema comuni, su un codice etico universale, essa può mutarsi nel suo contrario. Quale è la differenza di posizioni tra Repubblicani e Democratici, negli Usa, o tra Laburisti e Conservatori in Gran Bretagna, riguardo all’invasione dell’Iraq, dell’Afghanistan, della Cecenia, del Kashmir o della Palestina se non una differenza di sfumature e non di sostanza? La democrazia è uno strumento, non un fine; uno strumento popolare per attuare un codice etico universale e non un fine di per sé. L’America viene indicata come modello di democrazia ma oggi, riguardo alla guerra contro l’Iraq, l’amministrazione non gode del sostegno popolare. Essa pratica il più orrendo terrorismo di Stato contro altri Stati e contro i loro cittadini.

La democrazia è una necessità reale nei paesi del Terzo Mondo come ordine del giorno interno dei popoli, aspirazione alla libertà e alla liberalizzazione che si oppone alla cultura autoritaria ereditata dal passato, all’unicità della verità e della leadership. È stato ereditato dal passato un concetto piramidale del mondo, una Weltanschauung verticale tra il vertice e la base, che é la radice dell’autoritarismo. La riforma democratica e la democratizzazione delle società tradizionali non avvengono attraverso l’imposizione del concetto occidentale formale di democrazia ma estirpando le radici della dittatura dalla cultura di massa. Non c’è regime democratico che non sia preceduto da una cultura e una Weltanschauung democratica. Il rapporto tra le due cose non è quello che esiste tra vertice e base, vale a dire un rapporto verticale, ma quello che vi è tra un punto più avanzato ed uno più arretrato, un rapporto orizzontale. Di conseguenza, l’idea di progresso può emergere e svolgere la sua funzione nel passaggio da una situazione di immobilità ad una di mutamento, dall’autoritarismo al liberalismo.

Con i migliori saluti,

Hassan Hanafi

Hassan Hanafi è docente di filosofia presso l’Università del Cairo, dove dal 1988 dirige il dipartimento di filosofia. Nel corso della sua carriera i suoi interessi si sono concentrati sull’analisi delle tradizioni filosofiche islamica e occidentale e sui rapporti che le hanno legate.

Traduzione di Antonella Cesarini

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