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  • Piero Stefani, Universit√† di Ferrara
    Il tema della blasfemia in ambito ebraico è affrontabile sotto tre angolature:a) fondamenti biblici e valenza intraebraica del precetto che proibisce la blasfemia;b) indagine relativa al fatto se la proibizione vale per i non ebrei;c) esistenza di un eventuale atteggiamento blasfemo ebraico nei confronti di altre religioni (segnatamente il cristianesimo).
  • Guido Martinotti
    Sotto molti punti di vista, la città è un fenomeno intrigante: è là, esplicita e spudorata in modo che ogni umano la riconosce con immediatezza. Fiumi d’inchiostro sono stati tuttavia consumati nella ricerca di una definizione capace di raccogliere un vasto consenso. La città è indubbiamente il luogo e la sede dell’espressione più avanzata di civilizzazione umana e allo stesso tempo temuta e odiata perché distruttore d’umanità.
  • Anna Elisabetta Galeotti
    Con cittadinanza si intende la comune appartenenza politica di chi vive in uno stesso stato e ciò che questa appartenenza comporta in termini di diritti e doveri. Non di tutti gli stati però si può dire che i membri sono cittadini: in una monarchia assoluta si parla di sudditi, e in una dittatura si può parlare di popolo o di connazionali, ma non a rigore di cittadini.
  • Armando Cutolo
    Il termine colonialismo, così come viene usato di solito, designa un fenomeno collocato nel tempo (a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo) e nello spazio (quello strutturato dalla dominazione dell’occidente sul sud e sull’est del mondo). È proprio tale collocazione a distinguerlo da categorie contigue e parzialmente sovrapposte, come ad esempio quella di imperialismo che è invece applicabile in contesti storici molto diversi.
  • Alessandro Simonicca
    Per contaminazione si designa il modo con cui oggetti, stati del mondo, artefatti o individui rispondono a cause esterne con cui vengono a contatto diretto subendo mutamenti sul proprio corpo e/o sull’identità personale. A partire da questa determinazione generale, la cultura occidentale e la scienza post galileiana moderna sono solite distinguere fra processo fisico o “naturale”, e reazione “rituale” o “simbolica”.
  • Danilo Zolo
    È la concezione filosofica e politica che estende le nozioni di cittadinanza e di patria al mondo intero e all’intera umanità, in opposizione al particolarismo delle nazioni e degli Stati nazionali. Chi condivide una concezione cosmopolitica dei rapporti fra le persone e fra i popoli rifiuta di identificarsi con una particolare visione del mondo o con una particolare civiltà.
  • Giovanni Filoramo
    In genere, con “cristianesimo” si intende l'insieme delle chiese, delle comunità, delle sette, dei gruppi, ma anche delle idee e delle concezioni, che si richiamano alla predicazione di colui che è comunemente ritenuto il fondatore di questa religione, Gesù di Nazareth, un predicatore itinerante di Galilea nato tra il 4 a.C. e il 6 d.C. e morto intorno al 30, condannato alla crocifissione dalle autorità romane per sedizione politica.
  • Alessandro Simonicca
    “Cultura” è una categoria europea dell’età moderna che rivisita e trasforma l’antica idea, già latina, di cultura quale attività di coltivazione o “cura” dell’individuo rivolta a se stesso, agli dei, agli altri. La modernità del termine non rimanda solo ad un atteggiamento personale verso il mondo, ma anche e soprattutto a un insieme organico di credenze, idee, disposizioni e pratiche (o, insieme di tradizioni) che sono considerate degne di essere trasmesse alle generazioni a venire quale modello ideale da rispettare e seguire.
  • Alessandro Ferrara
    Il concetto di cultura è cambiato nel tempo. Nel mondo greco, esisteva il concetto di paideia, con cui veniva indicato quel processo di formazione della personalità umana che avviene tramite l’apprendimento. Questo uso del concetto di cultura sopravvive nel nesso che il mondo latino stabilisce fra cultura e colere.
  • Minoranza etnica e linguistica del Vicino Oriente, i Curdi vivono oggi divisi tra Turchia, Iran, Iraq e Siria, in un’area definita, a livello non ufficiale, Kurdistan, dove sono stati sempre oggetto di persecuzioni e oppressioni. La questione curda è nata dopo la prima guerra mondiale in seguito allo smembramento dell’Impero ottomano. Alleati dei paesi vincitori, i curdi attesero invano l’attuazione del trattato di Sèvres del 1920 che garantiva loro il diritto ad uno stato unitario.