E
  • Fiorella Bassan
    L’ebraismo è la religione praticata dal popolo ebraico fin dall’antichità. Ma oltre che una religione, l’ebraismo è anche una tradizione storica e culturale. Dopo la distruzione del secondo Tempio, la storia del popolo ebraico è stata prevalentemente una storia di esilio e di diaspora, ma anche di dialogo e di scambio con i diversi paesi e le diverse comunità con cui gli Ebrei sono venuti necessariamente in contatto.
  • Vincenzo Paglia
    Con il termine “ecumenismo” (l’oikoumene, che in greco significa la terra abitata, indicava la comunità verso la quale ci si sentiva impegnati), si intende quel movimento teso a ritrovare l’unità tra i cristiani. Nei venti secoli di storia, il cristianesimo ha visto almeno tre grandi divisioni.
  • Giuseppe Mantovani
    Il nostro atteggiamento nell’incontro con l’“altro” non dipende soltanto dal nostro modo di pensare. Molto dipende anche dal nostro modo di sentire, dalla capacità di provare un’emozione che precede e spesso orienta le valutazioni cognitive: l’empatia. L’empatia cambia il contesto della relazione: qualcuno che prima era estraneo o marginale diventa improvvisamente importante, interessante, qualcuno che “ci riguarda”.
  • Federico Mento
    “Esclusione” è, senza alcun dubbio, uno dei termini più “abusati” e attraversati nello spazio discorsivo pubblico. Con una certa frequenza, a partire dagli ultimi 30 anni, il dibattito politico nelle società avanzate propone, all’attenzione delle rispettive società civili, l’emergere di fenomeni di esclusione che, di volta in volta, sfiorano ambiti, sociali, culturali ed economici.
  • Elvira Stefania Tiberini
    Ideologicamente fondate sulla fascinazione per quanto abbia origine o sia importato da paesi lontani, le nozioni esotico/esotismo individuano una prospettiva esplosa in Europa a partire dal Settecento ma prefigurata da significativi antecedenti.
  • Giuseppe Mantovani
    Se l’empatia apre brecce nei confini, l’etnocentrismo – la pretesa di superiorità per del proprio mondo culturale – punta a rafforzare le barriere e, se possibile, ad erigerne di nuove. L’etnocentrismo è universalmente diffuso e spesso relativamente innocuo: quasi tutte le società umane pensano a se stesse come al più riuscito successo della specie; in alcuni casi viene persino messa in dubbio la natura pienamente umana degli altri gruppi.
  • Giuseppe Mantovani
    L’etnopsichiatria e l’etnopsicologia sperimentano strade da seguire per tenere conto delle differenze culturali all’interno dei saperi e delle pratiche disciplinari (occidentali) della psichiatria e della psicologia. Non è possibile in questa sede rendere conto pienamente della complessità e del fascino di questi percorsi. Ci limitiamo a indicare due aspetti dell’esperienza di Tobie Nathan, professore all’università di Parigi VIII e direttore del Centro Devereaux che offre cure psichiatriche alle persone migranti, provenienti in buona parte dal centro Africa.