«Mi trovavo in salotto a svolgere i compiti , quando lei [mia madre] mi mostrò una fotografia, così, casualmente. “Cosa ne pensi?” disse. “Lo trovi carino? Questo è l’uomo che sposerai”». Jasvinder Sanghera ha circa quindici anni quando viene promessa in sposa a un uomo molto più grande di lei, uno sconosciuto che vive ancora in India e che, grazie al matrimonio, potrà entrare legalmente in Europa. Quella delle unioni combinate è un’usanza comune fra le comunità indiane sparse per il mondo, e la famiglia di Jasvinder, che vive a Derby, in Gran Bretagna, alla fine degli anni ’70, non fa eccezione.
Ma lei, sesta di otto figli – di cui uno solo maschio – non accetta di sacrificare la propria vita alle leggi non scritte della tradizione. Ha già visto le sue sorelle maggiori picchiate, abusate e abbandonate dai propri mariti, nella più totale indifferenza della sua famiglia, più attaccata all’onore che all’amore. Il sentiero dei sogni luminosi (Ed. Piemme, Milano 2010 – Trad. di Edy Tassi – Euro 17,00), è la sua bellissima, commovente e appassionante autobiografia. «Cari mamma e papà, quando leggerete questo biglietto io me ne sarò andata, ma non posso rivelarvi dove. Ho cercato di spiegarvi quello che provo, ma non avete voluto ascoltarmi, perciò non posso più restare. Sono troppo giovane per sposarmi. Voglio frequentare l’università e rendervi orgogliosi di me. Voglio avere una vita».
La fuga con un ragazzo di casta inferiore, un chamar, segna il distacco definitivo di Jasvinder dalla sua famiglia di origine. I suoi genitori e la sua comunità non la perdoneranno mai fino in fondo per il disonore e la vergogna che il suo rifiuto ha gettato sulla sua casa. Per loro Jasvinder è morta, e ogni volta che lei prova a ricucire lo strappo con il mondo dal quale proviene si vede sbattere in faccia solo insulti e fango. Questo genera nella giovane donna un senso di colpa lacerante, che, come succede a tante altre nella sua stessa condizione, le fa pensare di non essere la vittima, bensì l’unica responsabile di un’immensa spirale di sofferenza.
Eppure l’amore per la vita e per se stessa sono in Jasvinder più forti di qualsiasi rimpianto. Pur nelle difficoltà e nel dolore di relazioni turbolente con uomini inevitabilmente intrisi di quella cultura per lei troppo stretta, Jasvinder riesce a emanciparsi, a completare gli studi, a crescere e proteggere tre figli. Per mettere infine la sua esperienza al servizio di altre donne vittime, come lei, di violenze, obblighi e segregazione. Facendo emergere agli occhi della società inglese, e poi europea tutta, i problemi legati ai matrimoni combinati e alle diverse visioni della donna in culture che vivono fianco a fianco ormai da tempo, senza tuttavia incontrarsi e conoscersi davvero. L’associazione da lei fondata, Karma Nirvana, è oggi una delle realtà più visibili e importanti in Gran Bretagna, sia nel sostegno alle donne straniere, in particolare asiatiche, sia come interlocutore delle autorità nello sviluppo di progetti e politiche per l’integrazione e il dialogo con le comunità immigrate.
Ma Il sentiero dei sogni luminosi è un libro che va al di là del suo legame con la realtà e l’impegno di Karma Nirvana. È prima di tutto la narrazione di un’esperienza di eccezionale ricchezza. In ogni pagina, grazie a una scrittura semplice, diretta, spesso dura ma molto profonda, Jasvinder Sanghera costringe il lettore a confrontarsi con mille emozioni. Mettendo a nudo tutte le proprie fragilità, l’autrice non si dipinge come un’eroina senza macchia e senza paura, ma si espone al giudizio ed esalta le contraddizioni. Ne Il sentiero dei sogni luminosi la realtà supera dunque la fantasia, perché solo in essa chi legge può veramente riscoprirsi nella propria umanità, faccia a faccia con un’altra umanità solo apparentemente diversa e lontana.