Imparare il perdono dalle vittime della violenza
Sara Colantonio 22 aprile 2010

Il comune di Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con i Patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero degli Affari Esteri ha promosso tra il 19 e il 22 aprile 2010 il progetto Ara Pacis, creato da Maria Nicoletta Gaida. L’iniziativa ha voluto favorire una riflessione attiva sul perdono, nelle sue varie accezioni religiose e culturali, come strumento morale, spirituale e politico per giungere alla riconciliazione tra i popoli.

Nella mattinata del 20 aprile sono cominciati i veri e propri tavoli di lavoro per la discussione sui campi d’azione e la definizione dei progetti condivisi. Ad introdurre è stato Loris Facchinetti, attivo in molte associazioni per la difesa dei diritti dell’uomo e consulente per gli Affari Sociali alla Camera dei Deputati: “Roma è una città millenaria che ha vissuto rari periodi di pace. La costruzione e la consacrazione dell’Ara Pacis accesero le speranze di pace tredici anni prima della nascita di Cristo, anche se poco dopo le guerre ricominciarono sia in Oriente che in Occidente. É chiaro – ha continuato Facchinetti – che la strada delle armi non porta alla pace; la strada deve essere un’altra, dobbiamo garantire alle nuove generazioni un mondo abitabile, sereno, sicuro. Il messaggio portato dall’Ara Pacis Initiative apre, a mio avviso, dei percorsi nuovi, delle grandi speranze, perché segue la via dello Spirito, l’unica che può disarmare la violenza dell’uomo. Si deve togliere dal cuore degli uomini la sete di potere e violenza, bisogna insegnare il perdono”.

La parola è passata poi a Donald W. Shriver Jr, studioso di etica e presidente emerito dell’Union Seminary a New York, il quale già in passato aveva affrontato nei suoi libri il tema dell’esigenza del perdono nella politica: “Il perdono in un contesto politico è un’azione che mette insieme la verità morale, la pazienza, l’empatia e l’impegno per riparare una relazione umana spezzata. Questa combinazione richiede una svolta collettiva dal passato che non ignori né cerchi scuse per il male fatto, che non domini la giustizia né riduca la giustizia alla vendetta, che insista sull’umanità dei nemici anche durante il compimento delle loro azioni disumane e che tenga in maggiore considerazione la giustizia che ristabilisce la comunità politica rispetto ad una giustizia che la distrugge”.

Cuore dell’Ara Pacis Initiative è il Consiglio per la Dignità, il Perdono e la Riconciliazione, costituito da studiosi provenienti da tutti i paesi del mondo – per l’Italia partecipano Rita Levi Montalcini, Enzo Bianchi, Fausto Biloslavo, Alberto Melloni e Giuseppina Tripodi – ma soprattutto da coloro che hanno sofferto personalmente a causa di conflitti armati e che hanno scelto poi la via del perdono. Nella seconda parte della mattinata, il consiglio è stato invitato a sedersi ai tavoli disposti nella Protomoteca del Campidoglio. Ad ognuno dei sette tavoli è stato assegnato un argomento sul quale i membri sono stati invitati a discutere.

Questo Consiglio, inviando piccole Task Force di esperti, si propone di assistere governi, istituzioni e comunità fornendo contributi di natura etica, morale, culturale e pedagogica, affinché il rispetto, la comprensione ed il dialogo siano parte costitutiva dei processi di pace. Si vuole dedicare inoltre a sviluppare progetti anche di natura artistica, psico-politica, giudiziaria, mediatica, medica, spirituale ed educativa al fine di facilitare il dialogo e la riconciliazione, organizzando incontri, ricerche, donazioni, borse di studio, mostre e creando banche dati sui conflitti, la riconciliazione e la pace.