marzouki
  • Antonella Vicini 28 ottobre 2011
    Neanche il tempo di assaporare e riflettere su vittorie e sconfitte che in Tunisia si guarda già al dopo. Merito o colpa, forse, della lentezza nel comunicare i risultati ufficiali da parte dell'Instance Supérieure Indépendante pour les Elections, che ha impiegato quattro giorni a confermare quello che nelle sedi dei partiti si vociferava già da lunedì sera e cioè che la prossima assemblea costituente, così come l'ha decretata il popolo tunisino, sarà più o meno divisa in due: da una parte gli islamisti e dall'altra i secolaristi. Ma, spiega il leader del laico CPR Moncef Marzouki a Resetdoc, “comunque un accordo con Ennahda non è da escludere”.
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