14 luglio 2011
Khaled Khalifa (classe 1964) è uno dei più autorevoli intellettuali contemporanei siriani, autore di romanzi, fiction (cinema e Tv), nonché fondatore della rivista letteraria Alif (1990), censurata. Al regime del presidente Bashar al-Assad non risparmia le critiche. Stando alle cifre rese note dall'Onu, negli ultimi 3 mesi, da quando cioè la protesta in Siria è diventata più violenta, ci sono stati 1200 civili morti, mentre 10mila sarebbero stati gli arresti. Secondo lo scrittore questo è il segno che il regime di Damasco “disprezza un’intera società che invece vuole guardare al futuro”, e rompere con “un passato di repressione e corruzione”. Dopo la fortunata serie Tv dal titolo “Con relativa calma” (2009) vincitrice di numerosi premi, e con cui la Tv siriana ha trattato per la priva volta la delicata questione della guerra in Iraq, adesso Khalifa vorrebbe realizzare un “musalsal” (serie Tv in arabo) sulle rivoluzioni arabe. Noi lo abbiamo incontrato a Milano, invitato per un intervento alla manifestazione Milanesiana. Ci ha detto: “All’Italia dico che speriamo di non continuare ad essere un’area esportatrice di immigrati, ma di diventare un partner credibile nella costruzione della civiltà umana… Perché una grande cultura come quella araba non può accettare di restare fuori dalla storia”.