diritti-umani
  • Khaled M. Abou El Fadl, UCLA (Parte 1/2) 2 dicembre 2013
    “Più gli esseri umani si sforzano di esplorare, di stabilire e di implementare i principi della giustizia, della dignità umana, della libertà e della resistenza all’oppressione, più essi si avvicinano alla volontà di Dio. Per questo motivo essere uno sostenitore della Shari’a dovrebbe in primo luogo voler dire essere un difensore dei diritti umani e della democrazia” spiega Khaled Abou El Fadl, docente di diritto islamico e studi islamici presso l’Università UCLA. Guarda la seconda parte del video
  • Abdullahi An-Na'im 13 marzo 2012
    “Se uno Stato dichiara di essere islamico e impone una determinata visione dell’islam, nega di fatto la libertà di dissentire da essa. Ecco perché serve lo Stato secolare”, sostiene Abdullahi an-Na’im, studioso di diritto e di giurisprudenza islamica. Resetdoc lo ha intervistato durante l’edizione 2011 degli Istanbul Seminars.“La shari’a è uno sforzo umano di comprendere il divino, ma rimane pur sempre umano. Per questo ciascun credente è responsabile della propria comprensione del testo”, spiega il Professor An-Na’im. Ed è per questo che, come chiunque altro, “ogni musulmano ha bisogno dei diritti umani: libertà di credo e di associazione, libertà dall’oppressione, ma anche diritto al dibattito, al dissenso e alla contestazione, e può soltanto supporre quale sia il significato del messaggio, nessuno può avere una pretesa di verità assoluta su cosa sia la shari’a”.Infatti, “nella tradizione intellettuale islamica il concetto di shari’a veniva inteso come ‘zanni’, cioè come supposizione, e questo era un bene”, sottolinea il filosofo sudanese-americano, “perché la certezza tende inevitabilmente all’autoritarismo, all’oppressione e al dominio degli altri, da parte di chi è ‘certo’ di possedere la verità rivelata. E, anche dal punto di vista logico, la possibilità di essere musulmano, la possibilità stessa della fede richiede la possibilità di non credere: se non sono libero di credere, la mia credenza non ha alcun valore. Per questo motivo, creare le condizioni in cui io abbia la libertà di credere o di non credere è indispensabile alla possibilità di essere musulmano. Lo Stato deve essere secolare, in modo che io possa essere musulmano per convinzione, e non per imposizione.”
  • Amara Lakhous 18 marzo 2011
    Le costituzioni e le convenzioni internazionali devono essere rispettate senza escamotage. Ogni straniero che arriva in Italia deve avere la possibilità di presentare una richiesta di asilo. Questo è un diritto costituzionale. Poi sarà la commissione incaricata di esaminare le richieste a stabilire se ha il diritto o meno ad essere rifugiato e avere protezione. Finché esiste una legge, non ci rimane che applicarla, altrimenti va cambiata o cancellata.
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