rivolte
  • di Elisa Pierandrei 19 luglio 2011
    Un’ondata di sbarchi dalla Tunisia sta travolgendo l’isola di Lampedusa, la porta del Mediterraneo sull’Europa. Sono oltre 20 mila, infatti, i giovani tunisini (per la maggior parte con un’età compresa fra i 17 e i 35 anni) che hanno deciso di lasciare la propria patria, dopo le rivolte che a gennaio hanno costretto l’ex presidente Ben Ali a fuggire in Arabia Saudita. In 23 anni di regime, il raìs ha soffocato ogni speranza di costruire un futuro migliore in patria fra i giovani tunisini che adesso approfittano di una vigilanza meno serrata sulle coste per salire su barconi fatiscenti e tentare lo sbarco in Italia. Troppo spesso incuranti del fatto che si tratta di un viaggio più incerto del futuro della nuova Tunisia.
  • Christopher Hein (direttore del Cir) intervistato da Ilaria Romano 16 marzo 2011
    Gli eventi in atto nel mondo arabo hanno fatto saltare lo status quo e creato una situazione di instabilità che sta portando a nuove ondate migratorie. Ma i numeri sono davvero così allarmanti? E si possono leggere questi stravolgimenti geopolitici solo in chiave di controllo delle frontiere? Decisamente no, secondo Christopher Hein, direttore del Cir, Consiglio Italiano per i Rifugiati, che offre una visione più ampia di un fenomeno ancora in evoluzione.
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