cultura
  • Antonella Vicini 27 maggio 2011
    Bari, Ancona, Venezia sono i primi approdi all'Eldorado, dopo il classico viaggio della speranza che parte dall'Afghanistan, la cui democrazia si mantiene solo grazie a 134 mila soldati della Nato, e passa per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Quasi quattro mesi per raggiungere l'Europa. Questo il tempo che ci ha messo Abdel per arrivare a Milano, la prima volta, due anni fa. «Vengo da Jalalabad. Mio padre è stato ucciso perché era un mujahedin». Ventuno anni e un buon italiano. «Vado a scuola», dice. Ha il permesso di soggiorno, ma non un lavoro. «Ho cercato, ma non c'è». In Afghanistan ha tre fratelli, una sorella e una madre.
  • Olivier Roy, studioso francese dell'Islam, intervistato da Nikolai Eberth 24 maggio 2010
    «L’Islam viene integrato in Occidente, ma solo come religione, non come cultura – dice Olivier Roy, studioso francese dell’Islam, in questa intervista di Resetdoc – Ogni Paese deve riconoscere l’Islam come le altre religioni. Abbiamo bisogno di integrarlo nelle nostre cornici culturali, e dovremmo anche avere una visione più aperta dei rapporti tra Stato, sfera pubblica e religione. Proprio perché i nuovi movimenti religiosi sono prima di tutto l’espressione delle credenze individuali e non di istituzioni».
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