“Perché ce l’ho con Yehoshua, Grossman e Oz”
Gideon Levy intervistato da Marco Cesario 27 gennaio 2009

A Grossman, che su Haaretz aveva scritto alcuni giorni fa che è necessario parlare con i Palestinesi e non ignorare Hamas, Levy replica: “Sono d’accordo con lui, ma Grossman non ha specificato di cosa dobbiamo parlare con i Palestinesi. Dobbiamo parlare della fine dell’occupazione. Ecco di cosa dobbiamo parlare”. Nato a Tel Aviv nel 1955, Gideon Levy lavora per il quotidiano israeliano Haaretz, di cui è anche membro dello staff editoriale. Ex portavoce di Shimon Peres dal 1978 al 1982 e prestigioso commentatore della sinistra israeliana, Gideon Levy ha scritto diffusamente sul tema “dell’occupazione di Gaza e sulla vita dei Palestinesi sotto l’occupazione israeliana”. Nel 1996 è stato insignito del Premio Emil Grunzweig per i diritti umani dall’Associazione per i diritti civili in Israele.

Secondo lei chi vincerà le prossime elezioni israeliane?

Il candidato favorito a vincere le elezioni è chiaramente Netanyahu. E’ avanti nei sondaggi ed è in ottima posizione per aggiudicarsi la vittoria.

Qual è secondo lei un possibile scenario post-elettorale?

Sono sicuro che dalle elezioni verrà fuori una coalizione capeggiata da Netanyahu che includerà anche l’attuale ministro della difesa Ehud Barak. Una coalizione che comprenderà sicuramente il Likud e Kadima.

Quale sarà l’argomento chiave di questa campagna elettorale?

La guerra ha avuto un impatto enorme sulla campagna elettorale. Tutta la campagna elettorale è incentrata sulla guerra. Non si parlerà d’altro. La guerra sarà anche la chiave di volta per aggiudicarsi le elezioni e Netanyahu utilizzerà come argomento elettorale il fatto che la guerra è durata troppo poco.

Cosa pensa dell’operato di Ehud Barak come ministro della difesa durante la guerra?

Alcuni sostengono che questa guerra abbia dato al ministro della difesa Ehud Barak la possibilità di dimostrare la sua leadership. E’ molto probabilmente vero, ma nonostante questo non credo che otterrà voti sufficienti per essere eletto primo ministro. Sicuramente avrà più possibilità di essere confermato ministro della difesa nel prossimo governo.

Qual è la sua opinione sull’offensiva militare israeliana a Gaza?

Io credo che questa guerra non abbia portato alcun risultato positivo per Israele. Di sicuro Tsahal non è riuscita a raggiungere gli obbiettivi che si era prefissati. Dal punto di vista militare, non si può parlare di successo. Questa guerra in realtà ha portato solo uccisioni a ripetizione, ma a nessun risultato positivo. Niente di niente.

Cosa pensa dell’atteggiamento di scrittori come Abraham Yehoshua, Amos Oz e David Grossman, apertamente favorevoli alla guerra?

Io ho criticato aspramente la guerra denunciando il massacro di civili innocenti e per questa ragione sono stato molto criticato in Israele. Credo che chiunque abbia sostenuto questa guerra debba sostenere anche i crimini di guerra commessi laggiù. Ecco perché sono profondamente dispiaciuto che persone con una moralità del loro calibro si siano schierate a favore di questa guerra perché si è trattato di una guerra immorale.

Cosa pensa di ciò che ha scritto Grossman su Haaretz in merito al dialogo con i Palestinesi ed Hamas?

David Grossman ha detto che se questa guerra ha provato che Israele è forte non ha invece provato che è nel giusto e che è necessario parlare con i Palestinesi senza però ignorare Hamas. Io condivido perfettamente questo punto di vista. Ma Grossman non ha specificato di cosa dobbiamo parlare con i Palestinesi. Dobbiamo parlare della fine dell’occupazione. Ecco di cosa dobbiamo parlare.

Come crede sia stata percepita all’estero questa guerra?

Io creo che la guerra abbia danneggiato l’immagine d’Israele in Europa e nel mondo. Questa è assolutamente una certezza. Basta leggere i giornali di tutto il mondo per rendersene conto.

Crede che Hamas sia ancora capace di riarmarsi?

Responsabili militari israeliani affermano che la maggior parte dei tunnel tra Egitto e Gaza sono stati distrutti. Secondo me però la guerra ha dimostrato che in fondo Hamas ha armamenti molto modesti. Per questo motivo però credo riesca a procurarsi più facilmente le armi per riarmarsi.

Hamas può potenziare la sua capacità di fuoco?

Per ora no. In futuro però temo che i missili Qassam possano minacciare direttamente anche Tel Aviv.

Lei crede che ci sia una via d’uscita a questa crisi?

L’ultima possibilità è adottare la soluzione che prevede due stati, soluzione proposta nel 2003. Ma questa credo sia davvero l’ultima occasione.

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