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Interculturale

Antisemitismo

L’uso del termine antisemitismo per indicare l’ostilità verso gli ebrei – solo verso gli ebrei e non, contrariamente a quanto si crede, verso tutti i popoli “semiti” – risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando la parola, un neologismo...

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Viaggio

Quello spostamento nello spazio (vicino o lontano) al quale diamo il nome di viaggio ha avuto un’influenza determinante nella nascita e nella costruzione delle discipline etno-antropologiche: sia per quanto riguarda le conoscenze prodotte che le forme entro le quali vengono comunicate..

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Tolleranza

A partire dagli anni Novanta del XX secolo la tolleranza è ritornata al centro della riflessione politica, riportando in auge un concetto certamente centrale nell’ambito della storia del pensiero politico in età moderna, ma rispetto a cui la partita sembrava essere stata chiusa...

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Esotismo

Ideologicamente fondate sulla fascinazione per quanto abbia origine o sia importato da paesi lontani, le nozioni esotico/esotismo individuano una prospettiva esplosa in Europa a partire dal Settecento ma prefigurata da significativi antecedenti..

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Traduzione

Il problema della traduzione, che ha una storia complessa e solo in parte analiticamente indagata, ha prodotto negli ultimi decenni un’intensa riflessione teorica che si è intrecciata con le indagini e le considerazioni di altre scienze e discipline.

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Reset
Un mese di idee.
Direttore Giancarlo Bosetti
Associazione per il dialogo tra le culture
I Video di Resetdoc
EN venerdì, 1 febbraio 2013

Spontaneità e organizzazione nelle primavere del Medio Oriente

Avishai Margalit

Sono in molti ormai a chiedersi se anche nella primavera egiziana le forze organizzate prenderanno il sopravvento su quello che resta della rivoluzione del Cairo, come accadde un secolo fa, quando la frangia bolscevica dei rivoluzionari russi prese in ostaggio i movimenti spontanei e plurali per imporre la propria ideologia. Ma è un timore giustificato? E il parallelismo con la rivoluzione d’ottobre ha un senso? E cosa è rimasto invece è dell’ondata di proteste che investì Israele nell’estate del 2011? Anche qui le forze più organizzate e conservatrici sembrano avere avuto il sopravvento sulla spontaneità dei movimenti. Ma, infondo, è pensabile un serio cambiamento senza organizzazione? Lo abbiamo chiesto al filosofo israeliano Avishai Margalit durante gli Istanbul Seminars di Reset-Dialogues, nel maggio 2012.

Una video intervista di Nina zu Fürstenberg


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