Bosetti: «Le differenze non sono malattie di cui aver paura»
L'esperienza multiculturale in corso nelle global cities, molto più che negli stati nazionali, accumula «mattoni per la costruzione di una democrazia globale», sulla base della capacità di accogliere immigrati e di adattarsi ai mutamenti demografici in atto, anche attraverso le risorse nel campo della comunicazione, della tecnologia, del commercio, della finanza, delle arti. E' la tesi del politologo americano Benjamin Barber, uno dei protagonisti del convegno «Le città globali e l’arte di uno spazio comune», organizzato l'11 maggio 2009 a Milano dall'associazione Reset-Dialogues on Civilizations. All'evento hanno preso parte urbanisti, architetti, amministratori, rappresentanti di diverse comunità culturali. Tra loro Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, che in questa video-intervista racconta il senso dell'incontro.


