Nell’annuncio, pubblicato in lingua italiana, inglese, francese e rumena, la IADL dice di cercare “persone appartenenti alle minoranze etniche, nazionali e religiose, motivate da sentimenti nobili e amore per il paese che costruiscono, per difendere la cittadinanza, utile anche a prevenire episodi di razzisti e di discriminazione, al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale”. Un lavoro di ronda, insomma, sostanzialmente in linea con quanto definito dal Pacchetto Sicurezza approvato recentemente dal Governo, di cui ancora si attendono però i regolamenti attuativi.
“Ma non chiamatele ronde islamiche”, ci dice per telefono Dacia Valent. Arruolatasi da giovane nella Polizia di Stato, la Valent ha fatto parlare di sé nel 2007 per una condanna a un anno di carcere (condonata) per diffamazione e minacce nei confronti del direttore di Telepadania, e per essere stata recentemente querelata dai giovani di AN per dei presunti insulti anti-italiani contenuti nel suo blog. “È chiaramente nata come una iniziativa di provocazione politica, un po’situazionista, alla Luther Blissett. Una risposta a una situazione politica che non ci piace. Adesso che però abbiamo ricevuto 200 curricula in pochi giorni, stiamo pensando seriamente a come organizzare queste ronde, che dovrebbero operare su tutto il territorio nazionale, come deterrente sia al crimine che alle iniziative razziste della destra”.
La IADL parla nel suo annuncio di un impegno di due giorni a settimana su tre turni di lavoro, di corsi di addestramento e formazione, di un rimborso spese di 350€ mensili per i volontari. Uno sforzo organizzativo e finanziario non indifferente per una ONLUS che, stando a quanto dice la Valent, conta in tutto 16 membri (7 invece secondo il sito ilpartigiano.com, organo ufficiale della IADL). “Siamo in pochi, ma i fondi non ci mancano. Abbiamo dei sostenitori generosi, e presto inaugureremo degli uffici aperti al pubblico a Roma, a Bologna e anche a Milano”.
E i recenti episodi in cui delle ronde di partito sono dovute ricorrere alla protezione delle forze dell’ordine per proteggersi dalle contestazioni e dagli attacchi di alcuni senzatetto? “Le nostre ronde gireranno armate di videocamera e telefoni cellulari. Sia chiaro, la difesa del territorio rimane comunque compito delle forze dell’ordine. Ma la loro composizione dovrebbe rispecchiare ormai anche la mutata composizione etnica e culturale del paese”.