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Intercultural
Lexicon

The Diaspora

Literally a diaspora is the “dispersion of a people leaving their homeland and migrating in various directions”.

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Prejudice

All types of thought –also those of scholars and scientists – proceed according to established models, stereotypes and prejudices.

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Mestizo

Following the conquest of the Americas, the word “mestizo” was used to indicate children born of parents belonging to different races, usually and an American Indian woman and a white man (or vice versa).

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Constitution

Constitution is a key category, one of the most important, of modern political and legal theory.

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City

The city is an artefact.

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Reset
A month of ideas.
Giancarlo Bosetti Editor-in-chief
Association for dialogue and intercultural understanding

Arte e Letteratura

Libri

Israele, Palestina e la forza dei numeri

Francesca Giorgi

Il conflitto mediorientale è forse uno degli argomenti più dibattuti e studiati degli ultimi 60 anni, un tema per il quale appare sempre più difficile trovare nuove chiavi di lettura, prospettive di analisi, proposte concrete di una possibile soluzione. In sorprendente contrasto con questa tendenza appare invece l'ultimo volume di Sergio Della Pergola, Israele e Palestina: la forza dei numeri, (Il Mulino, pagg. 264, euro 15,00). Demografo di fama internazionale nato in Italia, dal 1966 Sergio Della Pergola si trova in Israele, dove insegna Studi sulla Popolazione Ebraica presso il Dipartimento di Studi Ebraici Contemporanei all'Università di Gerusalemme.


EN Libri

Il multiculturalismo, la politica e il conflitto dei valori

Daniele Castellani Perelli

“Quella famiglia marocchina della porta accanto era di nuovo a casa. Rubano biciclette come fossero gazze. Ed eccola lì seduta quella scimmia, quel piccolo marocchino”. E’ una delle frasi che Paul M. Sniderman e Louk Hagendoorn hanno raccolto nell’attenta e scientifica indagine che sta al centro del loro ultimo libro, When ways of life collide (Princeton University Press 2007, 176 pagine), sullo stato dell’integrazione musulmana in Olanda. Un’opera che, nonostante parta con due handicap (le ricerche sono state condotte prima dell’11 settembre; pur con un approccio molto diverso, affronta un tema su cui è stato scritto contemporaneamente un capolavoro, come Assassinio a Amsterdam di Ian Buruma), riesce a fornire un’analisi e una riflessione profonda sui limiti della società multiculturale.


Libri

“Le altissime torri” ovvero capire il nemico

Daniele Castellani Perelli

Se volete capire qualcosa sulle radici di Al Qaeda, su come il terrorismo islamista si è evoluto dagli anni Cinquanta a oggi fino a rappresentare una minaccia concreta per l’intero Occidente, allora Le altissime torri di Lawrence Wright (Adelphi, pag. 589, 28 euro) sarà la vostra Bibbia. Wright, giornalista di “The New Yorker”, ha scritto un vero capolavoro, in cui con stile asciutto, senza moralismi o pregiudizi, racconta la storia di Al Qaeda e l’impotenza dell’intelligence americana davanti alla creatura di Osama bin Laden. Un’inchiesta incredibilmente accurata, che si legge come un romanzo e che Wright ha condotto attraverso centinaia di interviste. Un’opera che vuole solo raccontare e capire una questione su cui spesso si fa, da ambo le parti, tanta propaganda.


FR Libri

I mille volti del puzzle siriano

Marco Cesario

Demografia, fatti religiosi, territori e città, economia, diritto e società, politica internazionale e regionale della Siria. C'è voluta la direzione di quattro ricercatori di prestigio internazionale come Youssef Courbage, Baudouin Dupret, Zhouair Ghazzal e Mohalled al-Dbiyat ed oltre 80 ricercatori provenienti da Belgio, Usa, Francia e Svezia specializzati in diverse discipline, per produrre, dopo tre anni di ininterrotto lavoro, La Syrie au présent, réflets d'une société (Actes Sud), un'opera monumentale di 878 pagine che secondo Nora Benkorich, ricercatrice presso il dipartimento dell'Institut d'études de l'Islam et des sociétés du Monde Musulman di Parigi, "porta incontestabilmente uno sguardo nuovo sulle molteplici componenti della società siriana contemporanea e sul ruolo della Siria nello scacchiere regionale".


EN AR La polemica

“Una polemica che danneggia la causa palestinese"

Una conversazione con Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino

“Noi invitiamo degli scrittori, non ‘lo Stato’. La partecipazione dell'Egitto come ospite d’onore, inizialmente prevista per quest’anno, è stata spostata al 2009 non per far posto a Israele, ma perché il prossimo anno si tengono a Torino, che è già sede di un famoso Museo Egizio, importanti mostre archeologiche dedicate all'antico Egitto”. Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, difende la decisione di fare di Israele l’ospite d’onore di quest’anno: “Non c’è alcun intento politico. Ci auguriamo di poter ospitare alla Fiera 2009 la Palestina e gli scrittori palestinesi”. Un’intervista di Amara Lakhous.


Roma

Kabbalah e Scienza, un incontro a La Sapienza

Mercoledì 13 febbraio, all’Università di Roma “La Sapienza”, il dottor Zaki Avalli terrà una lezione sul tema “Kabbalah e Scienza. Per una storia degli scambi culturali”. L’incontro si terrà alle ore 14e30 presso l’Aula Grande del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea. Il boicottaggio delle università e della Fiera del Libro si combatte anche in questo modo, favorendo lo scambio interculturale, facendo crescere i valori di una cittadinanza condivisa e della fratellanza fra i popoli.


EN FR DE AR Fallaci

Un caso italiano

Bruno Cousin e Tommaso Vitale

Bisogna analizzare il funzionamento del campo giornalistico e del mondo intellettuale italiano, dell’universo editoriale e dei meccanismi che hanno prodotto in Italia i best seller del periodo 2001-2006, nonché l’esistenza di un «momento Fallaci» coevo e legato al «momento Berlusconi» nel campo politico. L’eroina degli anni ’60-’70 si era ormai trasformata in una erinni razzista. Impantanata ormai in un pensiero islamofobo solitario, Oriana Fallaci è stata trasformata in un animale da fiera mediatica da editori senza scrupolo; quegli stessi che, invece, – al pari dei colleghi della giornalista-scrittrice intimiditi dalla sua prestigiosa reputazione e dalla sua acrimonia – avrebbero potuto e dovuto esercitare un minimo di peer review sui suoi articoli (prima o dopo la pubblicazione).


EN FR DE AR Fallaci

La Signora e il suo Nemico

Giancarlo Bosetti

Dopo l’11 settembre la Signora ha abbandonato i suoi precedenti progetti letterari, il suo romanzo, il suo «bambino», per dedicarsi con l’anima e con il corpo a una personale campagna contro il terrorismo, che è di fatto fondamentalmente una dichiarazione di guerra contro i musulmani in quanto tali, contro l’Islam in quanto tale, contro una religione in quanto tale. Contro il Nemico, il Drago, il Mostro. I suoi libri, i suoi articoli, le sue interviste di questi anni contengono una miscela di ingredienti che corrisponde approssimativamente alla lista completa delle astrattezze e degli errori che andrebbero evitati se si vuole davvero sconfiggere il terrorismo jihadista, se lo si vuole indebolire, se si vogliono isolare quelle canaglie che lo alimentano.


EN Fallaci

Orianismo, un vizietto antico (e non solo nostro)

Giancarlo Bosetti

C’è una divisione crescente nelle nostre società: tra quelli che trovano le ricette e il linguaggio dei politici tradizionali troppo sofisticate, fredde, incomprensibili, distanti e quelli che affidano le loro paure a discorsi più rumorosi, carichi di valori, di tradizione, di religione. In questa divisione chi parla di un Nemico senza troppo sottilizzare ha più probabilità di raccogliere applausi. E se il Nemico è identificabile sotto casa nell’immigrato che appartiene alla stessa religione invocata dai terroristi suicidi, il sermone può avere un successo travolgente, specialmente se ben confezionato da una brava scrittrice. E’ stato questo uno dei segreti del successo italiano (e internazionale) di Oriana Fallaci. Un vizio che è comune anche a molti intellettuali.


Cinema

Bianco e Nero, quando il desiderio vince il pregiudizio

Elisabetta Ambrosi

Nel film Bianco e Nero, la regista Cristina Comencini utilizza i temi a lei cari – il mondo della famiglia e degli affetti – per portare sullo schermo, insieme alle vicissitudini di una coppia, anche quelle dei clichè culturali, spesso sottili e indiretti. Protagonista del film è il desiderio, che scompagina i cassetti, confondendone i contenuti, portando mondi diversi a contaminarsi, separando chi prima era unito e unendo chi non avrebbe mai pensato di aver qualcosa in comune. Bianco e Nero, con Fabio Volo e Ambra Angiolini, è un utile strumento interculturale, ma non riesce tuttavia a superare quello che è forse ormai l’unico vero tabù della nostra società: la povertà.


Libri

Zingari, la vita amara di uno strano popolo

Francesca Giorgi

Nell’ambito del dibattito sul futuro dell’Europa e della sua identità, la questione zingara assume oggi un rilievo particolare. La ragione è semplice: in tutti gli stati del continente, agli zingari spetta il triste primato di essere fra le minoranze maggiormente discriminate. Sono percepiti come non assimilabili e pertanto indesiderati, “parassiti” della società, inclini alla delinquenza, sporchi. Da dove ha origine questa situazione, e come si può tentare di migliorare la vita dei circa 9 milioni di rom residenti nel territorio europeo? Sono i cardini attorno a cui ruota l’ultimo lavoro di Michele Mannoia: Zingari, che strano popolo! Storia e problemi di una minoranza esclusa (Ed. XL, maggio 2007, € 16,00).


Libri

Le Rendez-Vous des Civilisations. Un dialogo per il nuovo Mediterraneo

Marco Cesario

L'Unione mediterranea dovrebbe essere il frutto di contatti diretti tra il Nord e il Sud del Mediterraneo. Un'iniziativa unilaterale della riva Nord sarebbe destinata a fallire ed anzi potrebbe creare nuovi contrasti nel Mediterraneo. I popoli della riva Nord e Sud del Mediterraneo potrebbero invece giungere ad una "sintesi comune" che smusserebbe di fatto quelli che in realtà sono contrasti politici e non religiosi. Costruire il Mediterraneo partendo dal dialogo delle religioni potrebbe essere dunque la chiave per uscire dalla logica dello scontro di civiltà, e per entrare in quello che, in Le Rendez-Vous des Civilisations (Seuil 2007), Youssef Courbage e Emmanuel Todd indicano essere come il naturale destino di tutte le civiltà umane.


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