EN
I Video di Resetdoc
Un'intervista all'ex premier italiano Giuliano Amato
«L'associazione Resetdoc è nata in tempi nei quali quando si parlava di civiltà veniva in mente Huntington, non il dialogo. Il conflitto delle civiltà non è l'esito naturale delle vicende del mondo odierno – dice in questa video-intervista a Resetdoc Giuliano Amato, ex premier italiano e membro del Consiglio Direttivo di Resetdoc – Babele non fu una maledizione di Dio, ma il dono che ci venne dato affinché imparassimo a conoscerci e diventare amici nonostante le nostre diversità. È una straordinaria scommessa».
I Video di Resetdoc
La stilista Elena Cristina Toma intervistata da Elisa Pierandrei
Vi presentiamo il marchio Toma: scarpe, borse e altri accessori in pelle che raccontano la storia di un sogno cominciato lontano, oggi diventato realtà. Dietro a questa preziosa collezione (i materiali sono pitone, lucertola e coccodrillo), c'è una giovane stilista romena, Elena Cristina Toma, 32 anni, approdata a Milano più di 10 anni fa per studiare moda. Dopo la scuola, un ingaggio alla maison Krizia, dove ha acquisito sicurezza e competenze. Poi tre anni fa la decisione di sfidare le proprie capacità professionali lanciando in Italia, uno dei mercati più competitivi al mondo nel settore delle calzature, un marchio che porta il suo nome. Il 20 maggio scorso ha ricevuto a Roma il 'MoneyGram Award' nella categoria giovani imprenditori in Italia, che premia l'eccellenza delle aziende gestite da imprenditori stranieri, soprattutto per la capacità di adattare al nostro paese competenze proprie di altre realtà lavorative.
I Video di Resetdoc
Un'intervista alla filosofa femminista Nancy Fraser
«Parliamo troppo di religione? Piuttosto penso che dovremmo fare un passo indietro e riflettere sul perché così tante questioni politiche vengono inquadrate in termini religiosi. Le controversie sull'hijab e sul velo, in Europa e in Turchia, occupano una posizione analoga a quella delle battaglie sull'aborto negli Stati Uniti – dice in questa video-intervista la filosofa femminista Nancy Fraser – In entrambi i casi assistiamo a una spettacolarizzazione mediatica. Sono inquadrate in modi molto polarizzanti e hanno la capacità di succhiare via tutto l'ossigeno nell'atmosfera. Ad esempio oscurano le questioni femminili dei diritti sociali e della salute».
EN
I Video di Resetdoc
Olivier Roy, studioso francese dell'Islam, intervistato da Nikolai Eberth
«L'Islam viene integrato in Occidente, ma solo come religione, non come cultura – dice Olivier Roy, studioso francese dell'Islam, in questa intervista di Resetdoc – Ogni Paese deve riconoscere l'Islam come le altre religioni. Abbiamo bisogno di integrarlo nelle nostre cornici culturali, e dovremmo anche avere una visione più aperta dei rapporti tra Stato, sfera pubblica e religione. Proprio perché i nuovi movimenti religiosi sono prima di tutto l'espressione delle credenze individuali e non di istituzioni».
EN
I Video di Resetdoc
Nader Hashemi, autore di Islam, Secularism, and Liberal Democracy, intervistato da Nikolai Eberth
«Il termine secolarismo si riferisce allo sradicamento della religione, all'ateismo, all'anticlericalismo, alla vigorosa e completa separazione di religione e politica oppure alla separazione delle istituzioni della religione da quelle dello stato? Bisogna fare chiarezza – dice in questa video-intervista di Resetdoc Nader Hashemi, docente di politica islamica e mediorientale alla Josef Korbel School of International Studies dell'Università di Denver e autore di Islam, Secularism, and Liberal Democracy (Oxford University Press) – Esistono molteplici storie del secolarismo, sia nella tradizione occidentale sia nel mondo non-occidentale. Nella maggior parte delle società musulmane, oggi, quando la gente pensa al secolarismo non l'associa alla libertà, alla democrazia o ai diritti umani, ma a dittature e a paradigmi economici fallimentari».
I Video di Resetdoc
Elisa Pierandrei
Vincere un campionato italiano con una squadra di stranieri. E' successo al Milan Kingsgrove Cricket, un club le cui due squadre sono formate per lo più da giocatori provenienti da Pakistan, Sri Lanka e India, Paesi in cui questo sport è molto popolare. Nato nel 2003 in Lombardia, il club “meneghino” (una cinquantina di tesserati) nel 2009 ha vinto il torneo cadetti (under 19). I suoi giocatori sono tutti dilettanti e si guadagnano da vivere facendo i portieri o le pulizie nei palazzi di Milano. Non fa eccezione nemmeno il suo capitano e allenatore, Kamal Kariyawasam, 51 anni, un cingalese che giocava nella nazionale under 19 del suo Paese, e che è immigrato in Italia nel 1981, in cerca di lavoro. Alla fine ha ottenuto la cittadinanza per meriti sportivi. Mancano però' ancora gli sponsor e la squadra non ha un campo tutto suo dove ospitare le partite da giocare in casa (si allenano ogni venerdì sera in uno dei campi della Palestra Saini di Via Corelli prendendo in prestito il campo della squadra di baseball). Quest'anno, per la prima volta ha iscritto una squadra in serie A. A guardar bene, però, il Kingsgrove Cricket non è un'eccezione, semmai la regola in questo sport. Le sue squadre multietniche sono già la norma in Inghilterra, Australia o Sudafrica.
EN
I Video di Resetdoc
Il filosofo israeliano Avishai Margalit intervistato da Nikolai Eberth
«Il problema principale dell'apostasia, per come la intendono le religioni abramitiche, va visto in termini di tradimento, di estrema slealtà verso l'autorità. Non è tanto un problema legato al non-credere. Essa mina soprattutto la struttura politica che organizza la religione – sostiene in una video-intervista a Resetdoc il filosofo israeliano Avishai Margalit, George F. Kennan Professor all'Institute for Advanced Study di Princeton – Ma è un paradosso condiviso da tutte e tre le religioni che i loro fondatori (Abramo, Gesù e Maometto) con la nuova fede si siano tutti rivoltati contro i propri genitori, la propria famiglia e la propria tribù».
EN
Video-Arte
Jasmila Zbanic
In occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e la ong Art for the World hanno commissionato una serie di 22 cortometraggi, creati da alcuni dei maggiori registi del mondo. I film sono associati a un libro che presenta i lavori di dodici scrittori di fama internazionale (inclusi cinque premi Nobel) e a poster disegnati da studenti d’arte. Il progetto è stato reso possibile dall’impegno e dal supporto creativo di molti, e dal sostegno finanziario dell’Unione Europea, del ministro degli esteri e degli affari europei francese, e del Sesc di San Paolo del Brasile.
EN
Video-Arte
Jasmila Zbanic
In occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e la ong Art for the World hanno commissionato una serie di 22 cortometraggi, creati da alcuni dei maggiori registi del mondo. I film sono associati a un libro che presenta i lavori di dodici scrittori di fama internazionale (inclusi cinque premi Nobel) e a poster disegnati da studenti d’arte. Il progetto è stato reso possibile dall’impegno e dal supporto creativo di molti, e dal sostegno finanziario dell’Unione Europea, del ministro degli esteri e degli affari europei francese, e del Sesc di San Paolo del Brasile.
I Video di Resetdoc
Il primo sciopero italiano dei migranti. Di Ilaria Romano.
Cosa succederebbe se quattro milioni di persone smettessero di lavorare, pagare l'affitto, andare a scuola e fare acquisti? Quattro milioni di persone in Italia sono nate in un altro paese ma vivono qui, oppure sono nate in Italia da genitori stranieri e per la legge attuale devono aspettare la maggiore età per richiedere la cittadinanza. Il 1 marzo nasce per rispondere simbolicamente a qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione. Pensato in Francia, lo sciopero è stato rilanciato in Italia con una marcia in più dopo la vicenda delle violenze di Rosarno.
EN
I Video di Resetdoc
Una video-intervista al politologo americano Benjamin Barber
«Negli ultimi 50-75 anni siamo entrati in un'era di interdipendenza. Tutte le sfide che stiamo affrontando sono interdipendenti: aids, droga, prostituzione, armi di distruzione di massa, immigrazione, mercato del lavoro, etc etc, ma tutte le soluzioni vengono ancora intrappolate dentro il territorio dello stato nazione – sostiene Benjamin Barber, presidente e direttore dell'Ong internazionale CivWorld di Demos e autore di Jihad vs. McWorld e Consumed – Abbiamo stati e cittadini con confini, ma problemi ancora senza confini. Come ce ne occuperemo se non riusciremo a trovare dei cittadini senza confini, una democrazia senza confini?».Un'intervista di Nikolai Eberth.
EN
Video-Arte
Abderrahmane Sissako
In occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e la ong Art for the World hanno commissionato una serie di 22 cortometraggi, creati da alcuni dei maggiori registi del mondo. I film sono associati a un libro che presenta i lavori di dodici scrittori di fama internazionale (inclusi cinque premi Nobel) e a poster disegnati da studenti d’arte. Il progetto è stato reso possibile dall’impegno e dal supporto creativo di molti, e dal sostegno finanziario dell’Unione Europea, del ministro degli esteri e degli affari europei francese, e del Sesc di San Paolo del Brasile.