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Intercultural
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City

The city is an artefact.

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Constitution

Constitution is a key category, one of the most important, of modern political and legal theory.

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Other

The process resulting in the definition of one’s own identity – hence an “us” – in an oppositional manner by, explicitly or implicitly comparing ourselves with “others”, is considered a universal movement in every society.

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The Armenians

The Armenians descend from Indo-European populations who, between the 7th and 6th century B.

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Ethnocentrism

While empathy breaks down the barriers of borders, ethnocentrism – the supposed superiority of one’s own cultural world – is addressed at strengthening them, and if possible, at raising new ones.

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Reset
A month of ideas.
Giancarlo Bosetti Editor-in-chief
Association for dialogue and intercultural understanding

Dialogo tra le Culture

EN Philosophy4Freedom

Gli altri articoli


EN Philosophy4Freedom

Perché il Guardian sbaglia

Fred Dallmayr


EN Philosophy4Freedom

La funzione civica della filosofia

Ramin Jahanbegloo

Il compito civico della filosofia è quello di resistere all'idea stessa di una teoria complessiva e totalizzante della realtà. La discussione civica non si limita a ciò che Martin Luther King chiamava "la carta sottile" della democrazia, ma indica la dimensione critica dell'azione civica che, in maniera attiva e pratica, forma e educa le persone. Proprio qui risiede la sfera del conflitto tra interrogazione filosofica come analisi critica delle norme e dei significati istituiti e come un modo di pensare positivamente orientato alla libertà e alla democrazia, e la chiusura onto-teologica a tutte le forme di interrogazione, espressa da ciò che Cornelius Castoriadis chiama l'“eteronomia istituzionalizzata”. Ciò rimanda all'altra affermazione, che, dove comandano gli dei, non c'è filosofia.


EN AR Giornata mondiale della Filosofia

Perché no a Teheran capitale della filosofia e perché www.philosophy4freedom.org

Giuseppe Vittori


EN Philosophy4freedom.org

World Philosophy Day, l'Unesco cancella l'evento di Teheran

Il 9 novembre il segretario generale dell'Unesco Irina Bokova ha annunciato che la Giornata Mondiale della Filosofia non si celebrerà più a Teheran, dove era stata inizialmente prevista l'edizione del 2010, e che nella capitale iraniana non si terrà più nemmeno alcun evento secondario: ogni riconoscimento dell'Unesco è ufficialmente ritirato. La decisione ha tolto finalmente dall’imbarazzo l’Unesco e ha reso ancora più evidente l’isolamento di Teheran (Leggi qui la reazione indignata del regime iraniano). Il merito va anche al dibattito suscitato dalla protesta di Resetdoc, cominciata con una lettera da noi inviata lo scorso gennaio alla direttrice dell’Unesco. Dopo le tante adesioni al nostro appello, avevamo aperto sul web una pagina dedicata al lancio di un World Philosophy Day alternativo (philosophy4freedom.org). Come ha scritto il New York Times raccontando la nostra iniziativa, l'Unesco rischiava di «trasformare la sua "scuola di libertà" in un esercizio di propaganda per un regime brutale» (Leggi anche gli articoli che Wall Street Journal, Guardian, Corriere della Sera, Pbs.org (Hamid Dabashi and Binesh Hass), Insidehighered e La Stampa hanno dedicato alla nostra protesta).L’Unesco cancella finalmente la Giornata filosofica di TeheranUn nostro piccolo successoLa funzione civica della filosofia Ramin JahanbeglooPerché il Guardian sbaglia Fred DallmayrGli altri articoli


EN Scienza

L'Arabia Saudita guida la svolta, ma è ancora l’inizio

Un’ intervista a Wagdy Sawahel

Cresce fra gli Stati Arabi la consapevolezza che le sfide poste dallo sviluppo economico non possono più essere ignorate, e che la scienza, la tecnologia, l'innovazione e l'istruzione superiore non possono essere trattate come fattori secondari di cui si devono occupare solo le regioni ricche del pianeta. I governi arabi stanno quindi tentando di costruire una economia che si basa sullo sviluppo scientifico. A guidare questa rivoluzione, anche in ambito universitario, c'è l'Arabia Saudita. Discutiamo la questione con il professore egiziano Wagdy Sawahel, policy-maker del settore scientifico ed esperto in istruzione superiore che ha lavorato con istituzioni internazionali e nazionali. E' il fondatore e coordinatore generale del network per lo sviluppo della scienza www.sciencedev.net e dell'incubatore virtuale per il business scientifico www.visdev.net.Un’intervista di Elisa Pierandrei  


EN Giornata mondiale della filosofia

Può la filosofia essere più mendace?

Katajun Amirpur

La filosofia, quella occidentale, ma anche soprattutto la mistica filosofica dell’Islam, è oggi molto popolare proprio fra i giovani iraniani, in quanto viene vissuta come una forma di resistenza contro l’ideologia politica ed il dogmatismo religioso dell’Iran. Ancora oggi Teheran è un posto in cui vengono letti Habermas e Hannah Arendt. Solo che c’è il rischio che ci siano più filosofi nel carcere di Evin che non a novembre sul podio del regime.


EN La protesta di Resetdoc

Giornata mondiale della Filosofia a Teheran? NO grazie

Resetdoc presenta se stessa, e una protesta

L’idea stessa di riunirli in un paese dove un regime autoritario e intollerante viola continuamente la libertà di pensiero e di espressione e mette al bando gli studi umanistici dalle università, è un’offesa a ogni ragionevole e plausibile principio di dialogo, universalità e apertura. In tali condizioni, l’iniziativa dell’Unesco si sta trasformando nell’opposto di ciò che dovrebbe essere. L’elenco delle defezioni conferma l’allarme che abbiamo già lanciato lo scorso gennaio alla direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova.


Iran

Höffe: “La giornata Unesco non diventi uno spot per il regime”

Matteo Landricina

Il filosofo tedesco Otfried Höffe ha spiegato in una lettera pubblica le ragioni per cui ha deciso di non partecipare alla Giornata mondiale della filosofia 2010 in Iran. Ragioni simili a quelle che hanno già spinto l’associazione Resetdoc, in una lettera inviata alla direttrice dell’Unesco Irina Bokova firmata da Giuliano Amato, Ramin Jahanbegloo e Giancarlo Bosetti, ha chiedere di spostare la sede dell’evento in un altro Paese.


Nasr Abu Zayd

Ermeneutica e diritti umani

Federica Fedeli

Non è corretto considerare la laicità di Abu Zayd come frutto dell’incontro con autori occidentali, avvenuto peraltro in una fase di maturità della sua formazione; questo non renderebbe merito al suo pensiero, lo semplificherebbe e lo svuoterebbe di tutta la sua forza. La grandezza del suo pensiero risiede proprio nell’aver tentato una comunicazione vera ed una conciliazione tra il pensiero islamico e quello moderno, attraverso strumenti appartenenti alla cultura islamica, sebbene non accettati dall’ortodossia.


EN AR Filosofia e Religione

Il caso di Nasr Hamid Abu Zayd

Abdou Filali-Ansary

Abu Zayd era uno studioso di alto profilo morale e godeva della stima della maggior parte dei suoi colleghi. Ma gli è stato impedito di farsi ascoltare da coloro che più avevano bisogno di imparare da lui. L’artificiale polarizzazione e la tensione creatasi attorno alla sua figura hanno persino impedito una seria critica da parte di quanti avrebbero potuto valutare con competenza la sua opera. Le motivazioni addotte per giustificare il suo calvario sono e resteranno sempre ridicole.


EN AR Nasr Hamid Abu Zayd

Addio, maestro del pensiero critico

Sadik Al-Azm

Nasr Hamid Abu Zayd è il più moderno discendente della lunga successione di intellettuali arabi coraggiosi, audaci, schietti e critici, risalente alla fine del XIX secolo con Qassim Amin, i quali hanno adottato e fervidamente difeso le posizioni più illuminate, progressiste e avanzate del loro tempo sulle principali questioni che tuttora agitano le società arabe e musulmane: progresso, rinnovamento, sviluppo, istruzione, emancipazione femminile, laicità, democrazia, diritti umani, eredità, Islam, modernità, scienza, razionalità e così via.


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