Dossier
  • Nella notte tra il 14 e il 15 aprile, circa 276 ragazze sono state rapite in una scuola di Chibok, nello stato di Borno in Nigeria. Il rapimento è stato rivendicato dal gruppo jihadista Boko Haram, che per opporsi all’occidentalizzazione” della Nigeria da anni semina terrore nel nordest dello stato africano, attaccando numerose scuole e assassinando migliaia di civili, soprattutto studenti. Il rapimento delle studentesse ha suscitato decise reazioni di protesta nei media e nelle società civili di tutto il mondo, compreso il mondo musulmano. Eccone alcuni esempi.
  • Dal 26 al 28 maggio l’Egitto ha votato per eleggere il successore di Mohamed Morsi, il presidente dei Fratelli musulmani eletto nel 2012 e deposto dai militari nel luglio 2013. I candidati sono solo due: l’ormai noto generalissimo Abdel Fattah Al Sisi e Hamdeen Sabahi, leader della progressista Corrente Popolare, attivista ‘nasseriano’ e già oppositore di Sadat e Mubarak che lo fecero incarcerare ben 17 volte. Nel 2012, con il 21,5 percento dei voti, Sabahi arrivò terzo dopo Morsi e Ahmed Shafiq. Se dopo quelle elezioni  non esitò a criticare la deriva autoritaria di Morsi, che definì “un nuovo Mubarak”, la sua disapprovazione non ha mai risparmiato i soprusi del governo di transizione voluto dai militari. Oggi, con lo slogan “uno di noi” e una campagna elettorale ‘di sinistra’, appoggiata da figure di spicco del mondo della cultura come Alaa Al Aswany e Khaled Youssef, il laico e ‘socialista’ Sabahi mira a ottenere il favore delle classi popolari e dei giovani rivoluzionari, anche se sono in pochi a credere che il suo ‘appeal’ liberale abbia la benché minima possibilità di scalzare la macchina elettorale del feldmaresciallo Al Sisi. Lui, però, non molla. Il perché ce lo spiega in una intervista di Azzurra Meringolo per Resetdoc.
  • In vista delle elezioni europee, Resetdoc riapre il dibattito sull’Unione europea e sul suo futuro con un saggio di Jürgen Habermas, scritto un anno fa in occasione della pubblicazione del libro Gekaufte Zeit (Tempo comprato) del sociologo Wolfgang Streeck. Il testo di Habermas rappresenta l’aprirsi di un vero e proprio Europa-Streit, di una polemica sull’Europa, in cui il filosofo tedesco accusa le sinistre europee di essersi fermate su posizioni nostalgiche e di non essere in grado di affrontare con fermezza le tendenze populiste della destra e del centro. Il saggio è introdotto da Luca Corchia, che riassume la polemica tra i due autori, contestualizzandola nel dibattito sull’Europa che, ancora insufficiente nelle grandi tribune pubbliche di Stato e di partito, divampa invece su riviste, giornali e libri dell’intero continente, compresa l’Italia.
  • La questione della blasfemia, l’insulto rivolto contro Dio, una religione, i suoi simboli, è tornata ad essere di attualità in molti paesi. Anche nelle terre, quelle dell’Occidente, dove sembrava avviata a sicuro tramonto. Perché? E in quali forme? Dal Pakistan agli Stati Uniti, dall’Europa alla giurisprudenza ebraica e cristiana, le problemi che il tema della blasfemia solleva nel mondo di oggi sono ancora molti, e riguardano non solo la religione, ma anche la politica, la società e il vivere insieme.
  • L’onda delle primavere arabe che ha scosso gli assetti politici e sociali di buona parte del mondo arabo sembra non aver raggiunto l’Arabia Saudita, roccaforte dell’Islam wahabita e tra i paesi più ricchi conservatori del Medio oriente. Eppure, anche qui c’è un nucleo di società civile e di attivismo che, nell’ombra, lotta da anni per il cambiamento e per i diritti dei cittadini, delle donne e delle minoranze. Ce lo racconta Liisa Liimatainen, giornalista e analista politica finlandese che all’Arabia Saudita ha dedicato anni di ricerche, nonché il suo ultimo libro, Un’altra faccia dell’Arabia Saudita: donne coraggiose e cyber-gioventù, presto in uscita in Finlandia.
  • Se il pluralismo politico e la libertà di pensiero si sono radicati nel continente europeo e tutti siamo in condizione di riconoscere un regime democratico da uno che non lo è, sul pluralismo delle culture e sul rapporto tra le differenze culturali (religiose, linguistiche, etniche) circolano le opinioni più stravaganti e approssimative. Per questo, intellettuali e studiosi di tutto il mondo sono stati coinvolti da Reset-DoC nel progetto di un Lessico interculturale volto alla diffusione di una cultura del pluralismo e del dialogo, attraverso incontri, dibattiti e pubblicazioni. Oggi, il filosofo Anthony Appiah di Princeton ci spiega perché, nel mondo delle differenze, l’evoluzione dei codici d’onore e della morale svolge un ruolo cruciale nella comprensione tra le culture.
  • La tragedia della Sandy Hook Elementary School, l’ennesima di questo tipo in occidente, obbliga tutti noi – anche noi Europei – a interrogarci sul rapporto tra libertà e bisogno di sicurezza, tra i principi della democrazia, la violenza e il disagio dilaganti nelle nostre società. Giancarlo Bosetti spiega perché la discussione sul rapporto tra uso della libertà e responsabilità suscitata dal terribile avvenimento può aiutarci a comprendere meglio anche le nuove democrazie arabe, mentre gli articoli di Jim Sleeper e Benjamin Barber illustrano la discussione sul Primo e Secondo Emendamento che in questi giorni divide l’America.
  • Mentre nella recente ondata di violenza in Medio Oriente la divisione ha prevalso ancora una volta sul dialogo tra israeliani e palestinesi, Reset-DoC è convinta che questo dialogo può ricominciare e che una soluzione equa e duratura al conflitto è possibile e impellente. Andrea Dessì dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) ha chiesto a cinque esperti israeliani, palestinesi e statunitensi di aiutarci a trovarla.
  • Quale clima si respira oggi nelle strade delle neonate democrazie arabe? Come valutare le reazioni violente innescate da piccole minoranze in occasione di episodi provocatori come quello del recente video oltraggioso nei confronti dell’Islam? E con quali criteri giudicare questi stessi episodi e le strategie che nascondono? A queste domande e a molte altre rispondono le voci autorevoli di Tariq Ramadan, di Nilüfer Göle, l'intellettuale franco-turca che da tempo si occupa di Islam e occidente, e di Asmaa Mahfouz, la giovane blogger protagonista di Piazza Tahrir e del movimento democratico egiziano.
  • Il caso “Innocence of Muslims” ha scatenato reazioni e proteste in tutto il mondo arabo, dalle condanne legittime del film deliberatamente offensivo nei confronti dell’Islam, alla violenza degli estremisti che ha portato all’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia. A più di un anno e mezzo dallo scoppio delle primavere arabe, e a poche settimane dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, le incognite sul futuro del Medio Oriente sono ancora molte, e altrettante le sfide che la diplomazia Usa deve affrontare.
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