Sole e Luna doc fest, cinema del Mediterraneo
Alessandra Spila
Quanti Mediterranei esistono? E come fare a conoscerli davvero? Con la seconda edizione del Sole e Luna doc fest, che mette insieme le aree cristiane e occidentali e quelle islamiche e medio-orientali del Mediterraneo come i tasselli di un affascinante puzzle, sembra meno difficile rispondere a simili interrogativi. I 29 film-documentari del concorso internazionale a premi di documentari sul Mediterraneo e sull’islam, in scena a Palermo nel complesso di Santa Maria dello Spasimo dal 22 al 29 luglio (ingresso gratuito), tutti ambientati nel Mediterraneo e nel vicino Oriente, riescono dunque nell’impresa di mettere insieme paesi tanto vicini quanto lontani come Iran, Israele, Afghanistan, Marocco, Yemen, Palestina, Balcani, Portogallo.
Con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, oltre a gettare un ponte tra culture, descrivendole e facendole dialogare tra di loro, il festival si propone anche di lanciare iniziative di valore: alcune del tutto inedite, altre già “rodate”. Tra queste ultime, il corso promosso dalla Task force Iraq della Direzione Generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente del ministero degli Affari esteri, in collaborazione con Adnkronos Comunicazione: per il secondo anno consecutivo, dal 23 al 29 luglio, una delegazione di dodici film maker iracheni prendono parte a un workshop di formazione e scambio culturale sull’arte del documentario. Un’opportunità preziosa, anche di collaborazione tra università siciliane, enti locali e istituti di cultura.
“Il festival si presenta in una veste più spettacolarizzata rispetto all’anno scorso – spiega il direttore artistico di Sole e Luna doc fest, Rubino Rubini – con piccoli capolavori della cinematografia documentaristica, e con rassegne fotografiche collaterali e proiezioni speciali. Un’occasione speciale per ragionare e capire un po’ di più della variegata dimensione mediterranea”. E l’obiettivo è quello di raggiungere un pubblico vasto, come ribadisce Lucia Gotti Venturato, direttore esecutivo del festival: “Convegni e tavole rotonde parlano troppo spesso a una platea ridotta ed elitaria. È necessario prendere invece la strada di una diffusione più ‘ampia’ attraverso il mezzo audiovisivo”.
E il mezzo audiovisivo potrebbe rivelarsi uno strumento fondamentale anche sul fronte immigrazione. Per dare ai migranti appena sbarcati a Lampedusa un primo sostegno, quando non conoscono ancora l’italiano, il sindaco dell’isola Bernardino De Rubeis ha chiesto la collaborazione del Sole e Luna doc fest: “Con programmi didattici e spot audiovisivi – come commenta Carlo Fustagni, presidente del Sole e Luna doc fest – sarebbe possibile fornire una prima conoscenza del luogo e della lingua. Un aiuto all’apparenza minimo, ma in realtà molto importante”. Le suggestive cornici di Santa Maria dello Spasimo e dell’Oratorio dei Bianchi di Palermo ospitano perciò non solo un festival di documentari, ma un vero e proprio laboratorio di idee all’insegna della conoscenza interculturale, arricchito da spettacoli e mostre d’arte e fotografia, rassegne collaterali che avranno la loro conclusione nella serata finale del 29 luglio, in occasione della premiazione. Un appuntamento quindi da non perdere, soprattutto se si vuole sapere di più degli usi e dei costumi dei popoli del Mediterraneo.
25 Jul 2007
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