Timothy Garton Ash, la voce british dell'Europa
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Timothy Garton Ash è autore di otto libri di “storia del presente” che hanno raccontato la trasformazione dell’Europa nell’ultimo quarto di secolo. E’ professore di studi europei all’Università di Oxford, direttore del centro per gli studi europei al St’Antony’s College di Oxford, e dal 2000 è senior fellow alla Hoover Institution dell’Università di Stanford. E’ membro del comitato scientifico della nostra associazione, Reset Dialogues on Civilizations.
I suoi scritti appaiono regolarmente sulla New York Review of Books, e il suo commento settimanale sul Guardian viene pubblicato da vari giornali europei, asiatici e americani (in Italia compare sul quotidiano La Repubblica). E’ membro del comitato del nuovo Istituto Reuters per lo studio del giornalismo, creato dall’Università di Oxford. Dopo essersi specializzato in storia moderna a Oxford, le sue ricerche sulla resistenza tedesca a Hitler lo hanno condotto a Berlino, dove ha vissuto per diversi anni in tutte e due le parti della città. Da lì cominciò a viaggiare al di là della cortina di ferro, e negli anni Novanta raccontò e analizzò l’emancipazione dell’Europa centrale dal comunismo, in contributi che sono apparsi sulla New York Review of Books, l’Indipendent, il Times e lo Spectator. E’ stato foreign editor dello Spectator, editorial writer per l’Europa centrale per il Times di Londra, e commentatore di affari esteri per l’Indipendent. Nel 1986-87 è stato membro del Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington.
E’ al St Antony’s College di Oxford dal 1990. E’ membro anche della Royal Society of Literature, della Royal Historical Society, della Royal Society of Arts e della Berlin-Brandenburg Academy of Sciences. Continua a viaggiare moltissimo, ed è ancora un collaboratore regolare della New York Review of Books e di altri giornali. Scrive anche sul New York Times, sul Washington Post e sul Wall Street Journal. Ha ricevuto vari riconoscimenti: David Watt Memorial Prize, Commentator of the Year per il premio ‘What the Papers Say’ del 1989, Premio Napoli, Imre Nagy Memorial Plaque, Hoffmann von Fallersleben Prize, Order of Merit in Germania, Polonia e Repubblica Ceca, e il Cmg britannico. Nel 2005 è stato incluso nella lista dei 100 intellettuali più influenti del mondo, stilata da Prospect e Foreign Policy, e nella lista delle 100 persone più influenti secondo la rivista Time. E’ stato recentemente premiato con il George Orwell Prize per i suoi scritti di politica.
I suoi libri sono: ‘Und willst Du nicht mein Bruder sein …’ Die DDR heute (1981), pubblicato in Germania Ovest sullo stato dell’allora Germania Est; The Polish Revolution: Solidarity (1983), che ha vinto il premio Somerset Maugham; The Uses of Adversity: Essays on the Fate of Central Europe (1989), per il quale ha ricevuto il Prix Européen de l’Essai; We the People: The Revolution of ’89 witnessed in Warsaw, Budapest, Berlin and Prague (1990), che è stato tradotto in 15 lingue; In Europe’s Name: Germany and the Divided Continent (1993), riconosciuto come Libro Politico dell’Anno in Germania; The File: A Personal History (1997), che è già apparso in 16 lingue; e History of the Present: Essays, Sketches and Despatches from Europe in the 1990s (2000). Il suo ultimo libro, Free World, è stato originariamente pubblicato da Penguin nel 2004, e in Italia è edito da Mondadori: Free World. America, Europa e il futuro dell'Occidente.
Dalla moglie Danuta, storica dell’arte specializzata in Rinascimento, ha avuto due figli. Sul suo sito scrive di sé: “He lives in Oxford, Stanford and airplanes”.
29 Nov 2006
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