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Il dilemma dello Stato liberale

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Nel 1976 Ernst-Wolfgang Böckenförde elaborò questo dilemma: “Lo Stato liberale secolare vive di premesse che esso non è in grado di per sé di garantire. Da una parte può sussistere soltanto se la libertà, che concede ai suoi cittadini, si regola dall’interno, dall’interno della sostanza morale dei singoli e di una società omogenea. Dall’altra, esso non è in grado di garantire da solo queste forze di regolazione interna senza rinunciare al suo liberalismo”. Quale risposta può dare lo Stato liberale al problema della coesione sociale e del deficit etico di cui soffrono le democrazie secolarizzate? Viviamo in una società secolare o post-secolare? Reset ha posto queste domande ad alcuni dei maggiori intellettuali del panorama internazionale.



“Ma i valori politici sono fondati su concezioni del bene”

Charles Taylor


“Accettare la diversità, fino al limite possibile”

Giuliano Amato


“L’omogeneità non è indispensabile”

Ian Buruma


“Imporre l’omogeneità dall’alto conduce all’oppressione”

Bruce Ackerman


“Quei tre (tedeschi) e il postsecolare”

Gian Enrico Rusconi


“Impossibile separare religione e politica”

Massimo Cacciari


“Il liberalismo non è neutrale. Ma questa è la sua forza”

George Crowder


“Ma così si ricasca nelle braccia di Hegel”

Alessandro Ferrara


“Né Stato né Chiesa, ma auto-governo democratico”

Klaus Eder

25 Sep 2007

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