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Più sbadigli che speranze

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Anche i simboli hanno un peso. Per questo la stretta di mano di Annapolis tra Abbas e Olmert può far sperare nella ripresa dei negoziati tra israeliani e palestinesi. Ma un accordo è ancora lontano e due gravissime incognite pesano sul futuro della regione. Hamas, chiusa nella prigione di Gaza, non vuole ancora riconoscere Israele. E intanto l’Iran si sente sempre più accerchiato, dopo la partecipazione di siriani e sauditi alla conferenza. Il vertice di Annapolis, che è stato vissuto con più entusiasmo a Washington che nel Medio Oriente, sarà l’ennesima falsa partenza, un film già visto? O, malgrado lo scetticismo generale, rappresenterà l’inizio di un nuovo cammino verso la pace?


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“Uno show per preparare l’attacco a Teheran”

Samir Al Qaryouti, opinionista di Al Jazeera, intervistato da Amara Lakhous

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“Israele deve fare il primo passo”

Gideon Levy, giornalista di Haaretz, intervistato da Alessandra Cardinale

LIBANO


Il “ritorno” dei palestinesi, un mito da cui emanciparsi

Lorenzo Trombetta

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Lo scetticismo d’Israele e l’incognita iraniana

Eric Salerno

MEDIA


La stampa araba attacca “l’ennesima farsa” americana

Daniele Cristallini

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E l’Egitto non sa più per cosa tifare

Federica Zoja

19 Dec 2007

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